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Calabria
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top
La mwkqCalabria (mwkgmwkwAFI: /kaˈlabrja/;cite-ref-7[7]; mwmqΚαλαβρία (mwmgKalavrìa) in mwmwgrecanico; mwnain arbëreshë mwnqKalabrìcite-ref-8[N 1]; mwogin occitano mwowCalàbria), ufficialmente mwpaRegione Calabria, è una mwpqregione italiana a statuto ordinario dell'mwpgItalia meridionale di mwpw1 826 344 abitanti,cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[3] con capoluogo mwraCatanzaro. L'unico confine regionale si trova a nord, con la mwrqBasilicata, a sud-ovest lo mwrgstretto di Messina, la separa dalla mwrwSicilia, ed è bagnata a est dal mwsamar Ionio e a ovest dal mwsqmar Tirreno.cite-ref-9[8]
Secondo alcune teorie storiche, il termine mwtwmwuaItalia avrebbe origine in Calabria: gli mwuqantichi Greci lo usavano inizialmente per indicare l’area compresa tra i due golfi, in corrispondenza dell’mwugistmo di Catanzaro.cite-ref-10[9]cite-ref-11[10]
Abitata sin dal mwxaPaleolitico, grazie alla sua posizione strategica al centro del mwxqMediterraneo ha visto il fiorire di numerose culture: mwxgenotria, mwxwausonia, mwyagreca, mwyqbruzia, mwygromana, mwywbizantina, mwzanormanna. Quello greco rappresenta per la Calabria il periodo di massimo splendore, con la fondazione a partire dall'VIII secolo a.C. di numerose città che saranno per secoli fra le più ricche e culturalmente avanzate del loro tempo, costituendo il fulcro del territorio successivamente ribattezzato mwzqMagna Grecia dai conquistatori romani.
In epoca romana è parte della mwzwRegio III Lucania et Bruttii, una regione dell'mwaaItalia augustea. Dopo la mwaqguerra greco-gotica diviene e rimane per ben cinque secoli un dominio mwagbizantino, recuperando pienamente il suo carattere ellenico. Fiorisce il mwawcenobitismo, col sorgere in tutto il territorio di innumerevoli chiese, eremi e monasteri in cui i mwbamonaci basiliani calabro-greci si dedicano alla trascrizione. A partire dal periodo bizantino la Calabria diventa la più importante area d'mwbqEuropa per la produzione e lavorazione della mwbgseta. Nell'XI secolo, l'mwbwavvento dei normanni dà il via a un lento processo di latinizzazione della regione, che inizia a seguire le sorti del resto del mwcaMeridione: farà parte del mwcqRegno di Sicilia, del mwcgRegno di Napoli e del mwcwRegno delle Due Sicilie, prima di convergere nell'mwdaItalia unita.
Nell'area della mwdgBovesìa esistono ancora delle comunità di mwdwlingua grecanica, variante locale della mwealingua greca. Nella parte centro-settentrionale della penisola sono invece numerosi i comuni di mweqlingua arbëreshe, variante locale della mweglingua albanese. Vi è inoltre a mwewGuardia Piemontese una minoranza di mwfalingua occitana.
Contents
• Geologia
• Clima
• Flora
• Storia
• Medioevo
• Società
• Simboli
• Economia
• Servizi
• Turismo
• PIL
• Ferrovie
• Porti
• Cultura
• Ricerca
• Musei
• Musica
• Eventi
• Altro
• Sport
• Note
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Geografia fisica
La Calabria, punta dello mwhqmwhgstivale italiano, è costituita da una penisola protesa nel mwhwMediterraneo: la Penisola Calabrese. Per questo motivo, la regione ha uno sviluppo costiero di 788,92mwia km,cite-ref-12[11] lungo di esso si alternano tratti rocciosi, promontori, mwjqfalesie e litorali sabbiosi.
Il territorio calabrese è occupato per buona parte da rilievi montuosi (mwjwPollino, mwkaSila, mwkqCatena Costiera, mwkgSerre e mwkwAspromonte), i quali costituiscono l'ossatura centrale della regione. Perciò, solo una piccola parte della superficie regionale è occupata da pianure; le principali in ordine di grandezza sono la mwlaPiana di Sibari, la mwlqPiana di Gioia Tauro e la mwlgPiana di Sant'Eufemia.
Alla Calabria appartengono anche due piccole isole, mwmaDino (di dimensioni maggiori) e mwmqCirella, entrambe ricadenti amministrativamente in provincia di Cosenza e bagnate dal Mar Tirreno. I punti estremi della regione sono a nord una porzione di territorio confinante con la Basilicata ricadente nel territorio comunale di mwmgNocara, ad est mwmwCapo Colonna, a sud punta mwnaPalizzi e ad ovest la foce del mwnqCalopinace. Inoltre, il punto più vicino alla Sicilia è mwngPunta Pezzo, distante da mwnwCapo Peloro appena 3,2mwoa km.
Orografia
La Calabria è costituita per il 49,2% del suo territorio da colline, per il 41,8% da montagne e per il restante 9% da pianure.
Il rilievo montuoso più a nord è il mwqqMassiccio del Pollino, il quale possiede le vette più elevate della Calabria, il mwqgMonte Serra Dolcedorme (mwqw2 267 m) e il mwraMonte Pollino (mwrq2 248 m). Procedendo verso sud, separata dal Pollino tramite i mwrgMonti di Orsomarso dove la cima più alta è il mwrwCozzo del Pellegrino (mwsa1 987 m), si allunga sulla fascia tirrenica la mwsqCatena Costiera, la cui cima più elevata è il mwsgMonte Cocuzzo (mwsw1 541 m).
Al centro della regione si eleva la mwtqSila, un vasto mwtgaltopiano ricoperto da grandi foreste di aghifoglie, la cui vetta più alta è il mwtwMonte Botte Donato (mwua1 928 m). A sud-ovest la Sila si salda, attraverso la valle del mwuqCorace, al massiccio del mwugReventino (mwuw1 417 m), che sovrasta il litorale tirrenico di Capo Suvero e la mwvapiana di Sant'Eufemia.
Fra quest'ultima piana e quella di mwvgGioia Tauro si erge il gruppo del mwvwMonte Poro (710 m), il rilievo dalle dimensioni più modeste nella regione. Tra l'mwwaistmo di Catanzaro e il mwwqvalico della Limina sorgono le mwwgSerre, delle quali la vetta più elevata è il monte mwwwMonte Pecoraro (mwxa1 423 m). A sud con le serre si congiungono con il rilievo montuoso più meridionale della regione ovvero l'mwxqAspromonte, il cui monte più elevato è il mwxgMontalto (mwxw1 956 m).
Idrografia
I fiumi della Calabria generalmente non presentano uno sviluppo significativo, in primis per la forma stretta e allungata della penisola calabrese, in secondo luogo per la particolare disposizione dei rilievi montuosi; pertanto, la maggior parte dei fiumi calabresi sono a carattere torrentizio, fanno eccezione il mw0aCrati e il mw0qNeto - i fiumi più lunghi - che sfociano nel mw0gmar Ionio. Tributano anch'essi allo mw0wIonio, ma con un corso di gran lunga più breve, il mw1aCoscile (che ha origine dal mw1qMassiccio del Pollino, in cui sfocia il suo maggiore affluente, l'mw1gEsaro), il mw1wTrionto, il mw2aTacina e il mw2qCorace; questi ultimi fiumi, come peraltro il Neto, nascono dalla mw2gSila. Dall'altopiano della Sila hanno origine anche l'mw2wAmato e il mw3aSavuto, che insieme al mw3qLao che scende dal mw3gMassiccio del Pollino, sono i maggiori fiumi del versante tirrenico. Gli altri corsi d'acqua sono ancora più brevi e hanno le caratteristiche tipiche delle mw3wfiumare in quanto hanno regime torrentizio, scorrono incassati in stretti versanti a monte per poi riversarsi nelle pianure alluvionali in ampi alvei ciottolosi, asciutti per gran parte dell'anno, ma che possono riempirsi repentinamente in occasione di temporali o piogge violente. Inoltre esistono numerosi laghi che sono artificiali, soprattutto sull'altopiano della Sila, i principali sono l'mw4aAmpollino, l'mw4qArvo, il mw4gCecita, l'mw4wAngitola e il mw5aPassante.
Geologia
Quando si parla della geologia della Calabria si riferisce generalmente all'mw8aArco calabro, detto anche "Arco Calabro-Peloritano". Si tratta di una mw8qcatena montuosa semi-circolare che comincia a sud della Basilicata e comprende il settore nordorientale della mw8gSicilia, con i mw8wMonti Peloritani. Il basamento della Calabria è costituito principalmente da rocce cristalline e metamorfiche di età mw9aPaleozoica, coperte dai successivi sedimenti principalmente Neogenici. Le rocce del substrato sono costituite da diverse unità tettoniche ("falde") sovrapposte le une alle altre e sulle unità degli Appennini meridionali e delle Maghrebide siciliane.cite-ref-ref-1-13-1[12]
L'evoluzione Neogenica del Mediterraneo è quella tipica dei sistemi Arco-Fossa di subduzione, caratterizzata da uno slittamento dell'Arco Calabro verso Sud-Est in concomitanza con l'apertura del bacino Tirrenico. Il cosiddetto avampaese di questo sistema è costituita dalla piattaforma Apula e dalla piattaforma Ibleo o "Ragusana". Il Tirreno rappresenta il bacino di retro-arco di questo sistema di mw-gsubduzione, dove le parti con affinità africana subducono al di sotto degli elementi di affinità Europea (Arco calabro).
La Calabria è una regione ad elevata pericolosità sismica.cite-ref-14[13]
Clima
Il clima calabrese è di tipo mwaqsmediterraneo. Il litorale ionico è più secco e arido di quello tirrenico, che si presenta con un clima più mite. In genere le temperature lungo le coste non scendono mai sotto i 10mwaqw °C e non salgono mai sopra i 40mwaq0 °C, con punte di 42-44mwaq4 °C nei mesi estivi. Lungo gli mwaq8Appennini e nelle zone interne, dal mwaraPollino, alla mwareSila fino all'mwariAspromonte, il clima è montano appenninico (continentale freddo) con inverni freddi e nevosi, l'estate è tiepida e non mancano temporali. Da segnalare l'interessante escursione termica giornaliera, in inverno, nella mwarmvalle del Crati, dove anche a quote di pianura possono verificarsi abbondanti nevicate.
Le mwarustazioni meteorologiche ufficialmente riconosciute dall'mwaryOrganizzazione meteorologica mondiale presenti nel territorio regionale sono:
• mwarkBonifati
• mwarsCalopezzati
• mwar0Capo Spartivento
• mwar8Catanzaro
• mwaseCosenza
• mwasuLamezia Terme
• mwascMonte Scuro
• mwaskPunta Alice
• mwassGioia Tauro
• mwas0Reggio Calabria
• mwas8Vibo Valentia
• mwateBianchi
Flora
Le differenti condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea con mwatgulivi, mwatklecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: mwatocastagni e altre mwatsquerce hanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da mwatwfaggio, mwat0abete bianco e mwat4pino laricio. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri. Da citare il "pino loricato" (mwat8mwauaPinus heldreichii), simbolo indiscusso del mwaueParco nazionale del Pollino: questa antica reliquia vive solo sul mwauiPollino, mentre fuori dal territorio italiano lo si trova sui mwaumBalcani.
Origini del nome
Nell'era augustea dell'Impero romano l'attuale regione era conosciuta come mwausBruttium, dalla mwauwpopolazione che l'abitava. Ancora prima, attorno al XV secolo a.C., queste terre erano conosciute con il nome di mwau0Italia, dalla popolazione degli mwau4Itali, discendenti degli mwau8enotri. I Greci indicarono l'origine del nome in mwavaOuitoulía dal vocabolo mwaveItalòi (plurale di mwaviItalós), termine con il quale i coloni achei che giunsero nelle terre dell'attuale Calabria ambiguamente designavano sia i Vituli, una popolazione che abitava le terre a sud dell'istmo di Catanzaro, il cui mwavmetnonimo era etimologicamente relato al vocabolo indicante il toro, animale sacro ai Vituli e da loro divinizzato, che i tori stessi: il greco mwavqitalós infatti è di derivazione italica, specificamente deriva dalla mwavuosco-umbra mwavyuitlu, toro appunto (vedasi il latino mwavcuitellus, forma con suffisso diminutivo che significa vitello). mwavgOuitoulía venne così a significare "terra dei Vituli" o "terra dei tori". A supporto di questa ipotesi, nella parte meridionale della penisola calabrese, laddove si sviluppò la più grande civiltà italica, prima dell'avvento di mwavkRoma, esistono toponimi di origine magnogreca (alcuni tradotti in mwavolatino dai mwavsNormanni) probabilmente facenti capo alla più antica etimologia di terra dei mwavwtori (dei mwav0bovini): mwav4Bova, mwav8Bovalino, mwawaTaurianova, mwaweGioia Tauro, ecc.
Il nome mwawmCalabria designava in origine la mwawqpenisola salentina, che era compresa nella regione augustea mwawuRegio II Apulia et Calabria, mentre l'odierna Calabria insieme all'attuale Basilicata formava la mwawyRegio III Lucania et Bruttii. Ma quando le due penisole dell'Italia meridionale furono unificate dai mwawcBizantini, il nome di Calabria fu usato per identificare anche la regione del mwawgBruzio; successivamente, con la perdita dei possessi bizantini nel Salento in favore dei Longobardi, il nome fu utilizzato per designare soltanto l'attuale penisola calabrese, che mantiene tuttora il nome. Durante il basso Medioevo e l'età moderna il termine Calabria venne trasformato in mwawkCalabrie, con lo sdoppiamento del territorio nelle due province napoletane di mwawoCalabria Ulteriore e mwawsCalabria Citeriore.
Il nome mwaw0Calabria viene da mwaw4Calabrī, da confrontare con i Γαλάβριοι (mwaw8Galábrioi) della mwaxaPenisola balcanica (dalla quale forse deriva anche l'mwaxeetnico mwaxiCalabrī).cite-ref-15[14] L'origine sembra essere una mwaxcradice preromana *mwaxgcal-/cala-cite-ref-16[15] o *mwax0calabra-/galabra-, che compare anche in mwax4calaverna e mwax8calabrosa, nonché in mwayacalabria, nome comune della pernice di monte (mwayemwayiLagopus muta),cite-ref-17[16] che significherebbe "roccia", "concrezione calcarea o ghiacciata". A sostegno di questa tesi Latham (1859)cite-ref-18[17] riporta tribù di Galabri o Calabri nelle regioni orientali dell'odierno Kossovo, ricche di giacimenti minerari di oro e di argento e afferma che Iapigi e Iapodi erano contigui ai Galabri e, “mwaysfor all pratical purposes”, erano la stessa popolazione e che "mwaywword for word" Galabri è lo stesso che Calabri. Latham afferma inoltre che in Italia ci sono mway0Iapigi chiamati Calabri, nei Balcani ci sono Iapodi anche detti Calabri. Con il nome di Iapigi venivano indicati anche i Messapi e i Calabri.cite-ref-19[18]
Storia
Preistoria
Le prime tracce della presenza dell'uomo in Calabria risalgono al mwaz4Paleolitico come testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di mwaz8Praia a Mare, il graffito del mwaaamwaaeBos primigenius della mwaaiGrotta del Romito a mwaamPapasidero, una figura di mwaaqbovide incisa nella roccia mwaau12 000 anni fa, ma anche le attività minerarie nella Grotta della Monaca a mwaaySant'Agata di Esaro. Durante lmwaac'mwaagera dei metalli giunsero nuove popolazioni, uno degli insediamenti più importanti risalente a quel periodo è il complesso di Torre Galli nei pressi di mwaakVibo Valentia, inoltre, nei pressi di mwaaoRoccella Ionica, sul finire degli anni sessanta, furono condotti degli scavi che riportarono alla luce una necropoli risalente all'età del ferro, così come, negli anni cinquanta, in Contrada Ronzo a Calanna a poca distanza dall'abitato si scoprì la necropoli di un villaggio protostorico databile ai secoli XI- X a.C., importanti reperti ritrovati sono conservati a Reggio Calabria nel mwaasMuseo nazionale della Magna Grecia. Nei pressi di mwaawGirifalco, in contrada Carìa, fu rinvenuta una necropoli del mwaa0Neolitico superiore durante gli ultimi anni del XIX secolo dallo storico e archeologo mwaa4Armando Lucifero nella quale reperì il mwaa8cranio di Carìa.cite-ref-20[19]cite-ref-21[20]
Mitologia
Più tardi, secondo il mwab0mito greco, circa 850 anni prima della mwab4guerra di Troia, vi sarebbero dunque giunti mwab8mwacaEnotrio e mwacePeucezio (riportato anche come mwaciPaucezio), di stirpe mwacmenotria e mwacqpelasgica, originari del mwacuPeloponneso, in Ausonia, abitata già dagli mwacyAusoni.
Secondo la leggenda mwacgEnotrio avrebbe regnato per 71 anni e alla sua morte gli sarebbe succeduto il figlio mwackmwacoItalo («uomo forte e savio», secondo quanto narra mwacsDionigi di Alicarnasso) che regnò su una popolazione "mwacwItalòi"cite-ref-22[21] che occupavano la penisola nella zona situata a sud dell'mwadeIstmo di Catanzaro, che oggi sono la province di mwadiCatanzaro, mwadmVibo Valentia e mwadqReggio Calabria, dalla quale l'Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di "mwaduItalia", come riportano mwadyTucidide («quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade») e mwadcVirgilio (mwadgmwadkEneide, III). Sappiamo comunque da Dionigi di Alicarnasso (1 11,2-4; 12,1) e mwadoDiodoro Siculo che gli "mwadsAusoni" (abitanti dell'Ausonia) erano stanziati nella zona di mwadwReggio già intorno al XVI secolo a.C.
Periodo italico
Tali popolazioni dunque (Ausoni-Enotri-Itali, di origine indoeuropea, Italici appartenenti al gruppo latino-falisco), avrebbero abitato prevalentemente le zone costiere. I Lucani (Italici indoeuropei, appartenenti al gruppo osco-umbro), abitavano nella regione che da essi prese il nome di "Lucania", a nord della Calabria. L'entroterra della Calabria (chiamato in seguito dai Romani "Bruttium"), fu abitato principalmente dai mwad8Bruzi (di temperamento bellicoso, chiamati Brutti o Bretti, strettamente imparentati coi Lucani) oltre che da genti di origine iberica. Il centro nevralgico di questo popolo era Consentia, l'attuale mwaeaCosenza, la quale venne eletta dalle tribù dei Bruzi, dopo essersi coalizzate in una lega, "capitale" della regione. Fu occupata dai Romani assieme al resto della Magna Grecia nel 265 a.C., ma durante la seconda guerra punica si ribellò a Roma per allearsi con Annibale, per poi ritornare sotto il saldo controllo della repubblica romana dopo la sconfitta del condottiero cartaginese.
Periodo greco antico
Di fondamentale importanza è lo sbarco dei mwae0Greci sulle coste calabresi, i quali strapparono le terre ai mwae4Lucani (costretti a rifugiarsi nell'entroterra e nella parte settentrionale della Calabria), e si mescolarono con gli altri popoli autoctoni, dando vita ad una cultura meticcia, greco-italica, estremamente florida nei secoli successivi. I Greci fondarono fiorenti colonie, così magnificenti da guadagnarsi l'appellativo di mwae8mwafaMagna Grecia (Grande Grecia), così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa madrepatria.
Tra l'VIII ed il IV secolo a.C. infatti fiorivano su tutta la costa numerose ed importanti città della mwafiMagna Grecia, come mwafmRhegion, mwafqKroton, mwafuLocri Epizefiri, mwafyMetauros e mwafcSybaris, e numerose sub-colonie fondate dalle colonie stesse quali: mwafgKaulon, mwafkHipponion, mwafoMedma, mwafsTerina e mwafwScolacium.
La storia delle mwaf4poleis magnogreche vide primeggiare politicamente ed economicamente le città di mwaf8Reggio come padrona dello mwagaStretto di Messina e della Calabria meridionale, di mwageLocri Epizefiri nella parte centrale della regione, e di mwagiCrotone in quella settentrionale, in una storia fatta di alterne alleanze e conflitti interni tra le tre potenze della regione.
Proprio a Locri Epizefiri furono promulgate, ad opera di mwagqZaleuco, le prime leggi scritte in Europa.
Successivamente, con la pressione delle popolazioni italiche dei mwagyBruzi e dei mwagcLucani (che conquistarono anche la gran parte delle poleis greche), e con l'avvento di mwaggRoma, la mwagkMagna Grecia iniziò il suo declino, dovuto anche ad una continua lotta per il predominio tra le mwagopoleis.
Periodo romano
Dopo la conquista da parte dei mwahyRomani, nel III secolo a.C., i territori assunsero la denominazione di mwahc"Brutium" ma, a parte alcune città alleate, dunque non sottomesse all'autorità di Roma, gran parte della regione non fu in grado di ritrovare la prosperità di un tempo. Le mwahgpoleis magnogreche erano quindi destinate a perdere il proprio potere in favore di un'alleanza (come nel caso di Reggio) o di una colonizzazione romana (nel caso di Locri Epizefiri, Crotone e delle altre città minori). Colonie a diritto Latino furono Copia nel 194 a.C. e Vibo Valentia dedotta nel 192 a.C. Quest'ultima fu particolarmente importante durante il I secolo a.C. e nel secolo successivo, ospitò anche l'esercito e la flotta di Cesare e poi di Ottaviano, Appiano la ricorda come una delle città più importanti d'Italia. Unica roccaforte della lingua e cultura greca rimaneva infatti Reggio (tra l'altro sede del mwahkCorrector, governatore della provincia mwahoLucania et Bruttii), che attraverso la mwahsVia Popilia collegava il suo porto con mwahwRoma; città abitate dai Bruttii erano le colonie di mwah0Cosenza, mwah4Vibo Valentia, mwah8Locri, mwaiaCrotone e mwaieSibari. Tra le città più importanti troviamo mwaiiScolacium (nei presi dell'attuale mwaimCatanzaro) che nel 507 d.C. fu sede del mwaiqCorrector (governatore) della provincia mwaiuLucania et Bruttii.
Medioevo
Il ducato bizantino
Con la mwajacaduta dell'Impero romano d'Occidente, la Calabria fu devastata dalle mwajeguerre gotiche, tra goti e mwajibizantini, i quali ebbero la meglio. Successivamente a causa dell'invasione mwajmlongobarda i Bizantini persero gran parte dell'Italia compresa anche parte della Calabria settentrionale, i territori rimasti del Bruzio furono aggregati con le terre possedute nel mwajqSalento, formando il ducato di Calabria compreso nel mwajuthema di Sicilia. Successivamente il dominio bizantino in mwajyItalia meridionale fu diviso in: mwajcthema di Langobardia, con capitale Bari, e, una volta caduta la Sicilia in mano agli arabi, in mwajgthema di Calabria, con capitale Reggio. Quest'ultimo territorio aveva dunque ereditato il nome mwajkCalabria, precedentemente usato per designare la penisola salentina; con l'estendersi delle conquiste bizantine fu organizzato anche il thema di mwajoLucania che comprendeva parte dell'odierna Calabria settentrionale.
Durante l'mwajwAlto Medioevo gli abitanti furono spinti verso l'interno della regione sia dalle pestilenze che dalle incursioni piratesche, una vera minaccia per gli insediamenti costieri, continuata fino alla fine del XVIII secolo. Numerose furono infatti le fortificazioni collinari e montuose nell'entroterra calabrese, costituita da villaggi arroccati in posizione sufficientemente arretrata e inaccessibile da poter avvistare in tempo le navi nemiche e sbarrare prontamente le vie d'accesso ai centri abitati.
In questo periodo storico fiorì il mwaj4cenobitismo, col sorgere in tutto il territorio di innumerevoli chiese, eremi e monasteri nei quali moltitudini di mwaj8monaci basiliani calabro-greci si dedicarono alla trascrizione di testi classici e religiosi.
Nel IX e X secolo, la Calabria fu terra di confine tra i mwakeBizantini e gli mwakiArabi insediatisi in mwakmSicilia, che si contesero a lungo la penisola, soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, ma con gli importanti mwakqmonasteri bizantini, vere e proprie roccaforti della cultura del tempo, e patria di numerosissimi santi monaci (san mwakuNilo da Rossano, san mwakyGregorio da Cerchiara ecc.).
Sotto il dominio bizantino, tra la fine del IX e l'inizio del X secolo, la Calabria fu una delle prime regioni d'Italia a introdurre la produzione di seta in Europa.cite-ref-23[22] Secondo mwakwAndré Guillou,cite-ref-24[23] i mwalegelsi per la produzione di seta grezza furono introdotti nell'Italia meridionale dai bizantini alla fine del IX secolo. Intorno al 1050, il tema della Calabria contava mwali24 000 gelsi coltivati per le loro foglie e il loro numero tendeva ad espandersi.cite-ref-25[24]
Mentre la coltivazione del gelso muoveva i primi passi nel resto d'Italia, la seta prodotta in Calabria raggiunse il picco del 50% dell'intera produzione italo-europea. Poiché la coltivazione del gelso era difficile nell'Europa settentrionale e continentale, i commercianti acquistavano in Calabria materie prime per finire i prodotti e rivenderli a un prezzo migliore. Gli artigiani della seta mwalggenovese usavano la seta calabrese per la produzione di mwalkvelluti.cite-ref-26[25]
Le corti normanne ed il Regno di Sicilia
Alla lunga contesa arabo-bizantina mette fine però la famiglia normanna degli mwamaAltavilla. L'anno 1061 sancisce infatti che la Calabria è dei mwameNormanni, suddivisa tra mwamiRoberto il Guiscardo, mwammDuca di Calabria, e mwamqRuggero, mwamuConte di Calabria. Il governo così organizzato fu messo in atto dai locali magnati bizantini. Il dominio viene esteso alle Puglie e da questo momento ha termine ogni pertinenza bizantina.
• In questo periodo mwam0Cosenza divenne capitale e sede del mwam4giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di mwam8Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del mwanaCastello.
Roberto il Guiscardo fu investito Duca di Puglia, Calabria e Sicilia il 23 agosto 1059 da mwanypapa Niccolò II con la formula: mwancper Grazia di Dio e di San Pietro duca di Puglia e Calabria e, se ancora mi assisteranno, futuro Signore della Sicilia.
Nel 1098, mwankPapa Urbano II investì Ruggero del ruolo di mwanonunzio apostolico e gli mwansAltavilla con la loro dinastia divennero precursori del mwanwRegno di Napoli o mwan0Regno delle Due Sicilie che dominò la Calabria fino all'mwan4unità d'Italia.
Dal 1130 fino al 1194 la Calabria fece parte del mwaoaRegno di Sicilia sotto la mwaoeDinastia Altavilla. L'imperatore del sacro romano impero, mwaoiEnrico VI, conquistò il Regno iniziando la mwaomDinastia Sveva (1194-1266), il cui massimo esponente fu mwaoqFederico II.
Nel 1147, durante la mwaoySeconda Crociata, mwaocRuggero II attaccò mwaogCorinto e mwaokTebe, due importanti centri di produzione della seta bizantina, catturando i tessitori e la loro attrezzatura e fondando i propri setifici in Calabria.cite-ref-am4-27-0[26]
Periodo angioino e aragonese
Con la conquista del Regno di Sicilia nel 1266 da parte mwapgCarlo I d'Angiò, inizio la mwapkdominazione angioina, con il trasferimento della capitale del mwaporegno da mwapsPalermo a mwapwNapoli. È di questo periodo la più ampia diffusione del sistema feudale. A causa della rivolta dei mwap0Vespri Siciliani (1282) il mwap4Regno di Sicilia si ritrova diviso in due parti: l'isola siciliana, in mano agli aragonesi, e la parte continentale, tenuta dagli mwap8angioini. L'inizio effettivo di tale suddivisione è con la mwaqapace di Caltabellotta del 1302, quando la Calabria entra a far parte del mwaqeRegnum Siciliae citra Pharum (o mwaqiRegno di Napoli).
La Dinastia dei d'Angiò, poi articolatasi negli mwaqqAngiò-Durazzo e mwaquAngiò-Valois, costituendo la cosiddetta mwaqyDinastia dei Capetingi, resistette fino al 1442.
Nel frattempo, a Catanzaro, la mwaqgtessitura assunse un'importanza considerevole. I progressi dell'arte della seta sono testimoniati dal dono di uno stupendo parato in mwaqkvelluto verde stellato in oro, che la città fece a mwaqoLadislao di Durazzo nel 1397, per gratitudine dell'esenzione da alcune gravezze sulla mwaqstintoria. Questo parato era di tanto merito che il re lo adoperò per far tappezzare la sala del trono in mwaqwCastel Capuano. Da quel momento l'arte progredì sempre di più, al punto da meritare privilegi e pergamene da parte dei sovrani.cite-ref-28[27]
Alla Dinastia dei Capetingi fece seguito la Dinastia mwariTrastámara d'Aragona di Napoli. Nel 1442 mwarmAlfonso V d'Aragona, conquistando i territori degli mwarqAngioini, assegnò il territorio di Reggio a Catanzaro, poiché Reggio aveva appoggiato il suo avversario mwaruRenato d'Angiò, ma una ventina di anni dopo nel 1465 mwaryFerdinando I d'Aragona (Ferrante) riassegnò il titolo di capoluogo a Reggio. Il periodo mwarcaragonese consacrò Cosenza come la più importante città del reame nel campo del diritto (1494-1557). Dopo mwargNapoli diventa la seconda città ad avere una mwarkcartografia e nel 1511 nasce l'mwaroAccademia Cosentina fondata da mwarsAulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da mwarwBernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da mwar0Francesco Bacone il primo degli uomini nuovi.
Nel XV secolo, l'industria serica di mwar8Catanzaro riforniva quasi tutta l'Europa ed era venduta in grandi fiere a mercanti mwasaspagnoli, mwaseveneziani, genovesi, mwasifiorentini e mwasmolandesi. Catanzaro divenne la capitale europea della mwasqseta con un grande allevamento di mwasubachi da seta che produceva tutti i pizzi e merletti utilizzati in mwasyVaticano. La città era famosa per la sua raffinata fabbricazione di sete, velluti, mwascdamaschi e mwasgbroccati.cite-ref-angela-rubino-29-0[28] Nel 1519, l'Imperatore mwas0Carlo V riconobbe formalmente la crescita dell'industria della seta catanzarese, consentendo alla città di istituire un consolato dell'artigianato della seta, incaricato di regolamentare e controllare le varie fasi di una produzione che fiorì per tutto il Cinquecento.cite-ref-angela-rubino-29-1[28]
Nel XVI secolo, la Calabria fu caratterizzata da un forte sviluppo demografico ed economico, dovuto principalmente alla crescente domanda di prodotti serici e alla contemporanea crescita dei prezzi, e divenne uno dei più importanti mercati mediterranei per la seta.cite-ref-30[29]
In questo periodo in Calabria fu confermata la divisione nelle due province di mwatgCalabria Citeriore (o Citra) e mwatkCalabria Ulteriore (o mwatoUltra) governate inizialmente da un solo magistrato, poi dal 1582 le due province furono amministrate da due distinti governatori:
• uno a mwat0Cosenza per la mwat4Calabria Citeriore: il capoluogo nel XVI secolo attraversò un'impressionante fioritura umanistica e segnò una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria;cite-ref-31[30]
• uno a Reggio per 11 anni dal 1582 al 1592, poi a mwauqCatanzaro per oltre 220 anni dal 1593 al 1816 per la mwauuCalabria Ulteriore.cite-ref-32[31] Per un breve periodo fu capoluogo della provincia anche mwauoMonteleone.
Era moderna
Lo stesso Regno di Napoli subì diverse dominazioni: le dinastie degli mwau0Asburgo, di mwau4Spagna e d'mwau8Austria, mwavaBorbone, e per un breve periodo un fratello e un generale di mwaveNapoleone, rispettivamente mwaviGiuseppe Bonaparte e mwavmGioacchino Murat, quest'ultimo giustiziato nella cittadina di mwavqPizzo.
Nel 1806, regnante mwavyGiuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, Calabria e Basilicata insorsero contro il regime napoleonico, appoggiati dalla flotta e dalle truppe inglesi, dando luogo alla cosiddetta mwavcInsurrezione calabrese. Questa, nata contro i francesi e in sostegno ai borbonici, durò due anni e vide fra i vari capitani degli insorti filoborbonici sia militari di professione che banditi comuni. La repressione del moto antifrancese fu affidata, principalmente, ai generali mwavgAndrea Massena e mwavkJean Maximilien Lamarque, i quali riuscirono a frenare la ribellione, anche se con espedienti estremamente crudeli, come accadde ad esempio nel cosiddetto mwavomassacro di Lauria, perpetrato dai soldati di Massena.
Ultimi secoli
L'mwawmAspromonte, regione montana nel sud della Calabria, in provincia di mwawqReggio, fu scenario di una mwawufamosa battaglia del mwawyRisorgimento, in cui mwawcGiuseppe Garibaldi rimase ferito. È tuttora possibile ammirare l'albero cavo in cui secondo la tradizione mwawgGaribaldi si sedette per essere curato, nei pressi di mwawkGambarie, vicino a Reggio. In questo periodo anche a mwawoCosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei.cite-ref-33[32] Da questa rivolta presero spunto i mwaw8Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il mwaxaVallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844.cite-ref-34[33] In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del mwaxuRisorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino alla mwaxyspedizione dei Mille. mwaxcGaribaldi fu a Cosenza il 31 agosto 1860; due mesi dopo, un plebiscito stabilì l'annessione al mwaxgRegno d'Italia.
Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Calabria fu divisa amministrativamente nelle province di mwaxoCatanzaro, mwaxsCosenza e mwaxwReggio, rimarcando esattamente le preesistenti province del mwax0Regno delle Due Sicilie. Nel 1947 la Calabria è una delle 19 regioni (divenute 20 nel 1963 a seguito dell'autonomia del mwax4Molise dall'mwax8Abruzzo) previste dall'art.131 della mwayaCostituzione della Repubblica Italiana. Nel 1970 venne infine definitivamente istituita la Regione Calabria con mwayeCatanzaro capoluogo di Regione.
Società
Evoluzione demografica
Di seguito si riportano gli elenchi della popolazionecite-ref-35[34] residente negli enti intermedi e nei 30 comuni più popolosi.
Enti intermedi
| Pos. | Provincia/Città metropolitana | Abitanti | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|
| 1 | Cosenza | 669 701 | 6 709,75 |
| 2 | Reggio Calabria | 516 093 | 3 183,20 |
| 3 | Catanzaro | 340 446 | 2 415,45 |
| 4 | Crotone | 161 460 | 1 735,68 |
| 5 | Vibo Valentia | 149 511 | 1 150,64 |
Comuni
| Pos. | Comune | Provincia/Città metropolitana | Abitanti | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Reggio Calabria | Reggio Calabria | 170 567 | 239,04 |
| 2 | Catanzaro | Catanzaro | 84 415 | 112,72 |
| 3 | Corigliano-Rossano | Cosenza | 73 913 | 346,56 |
| 4 | Lamezia Terme | Catanzaro | 67 041 | 162,43 |
| 5 | Cosenza | Cosenza | 63 741 | 37,86 |
| 6 | Crotone | Crotone | 58 179 | 179,83 |
| 7 | Rende | Cosenza | 36 462 | 55,28 |
| 8 | Vibo Valentia | Vibo Valentia | 31 032 | 46,57 |
| 9 | Castrovillari | Cosenza | 20 734 | 130,64 |
| 10 | Montalto Uffugo | Cosenza | 20 095 | 76,67 |
| 11 | Gioia Tauro | Reggio Calabria | 19 184 | 39,87 |
| 12 | Acri | Cosenza | 18 760 | 200,63 |
| 13 | Palmi | Reggio Calabria | 18 024 | 32,12 |
| 14 | Siderno | Reggio Calabria | 17 562 | 31,86 |
| 15 | Isola di Capo Rizzuto | Crotone | 17 424 | 126,65 |
| 16 | Cassano all'Ionio | Cosenza | 16 465 | 159,07 |
| 17 | San Giovanni in Fiore | Cosenza | 15 825 | 282,53 |
| 18 | Taurianova | Reggio Calabria | 14 811 | 48,55 |
| 19 | Paola | Cosenza | 14 690 | 42,88 |
| 20 | Rosarno | Reggio Calabria | 14 369 | 39,56 |
| 21 | Cirò Marina | Crotone | 14 000 | 41,68 |
| 22 | Amantea | Cosenza | 13 837 | 29,46 |
| 23 | Villa San Giovanni | Reggio Calabria | 12 714 | 12,17 |
| 24 | Locri | Reggio Calabria | 11 855 | 25,75 |
| 25 | Scalea | Cosenza | 11 313 | 22,56 |
| 26 | Melito di Porto Salvo | Reggio Calabria | 10 431 | 35,41 |
| 27 | Polistena | Reggio Calabria | 9 885 | 11,77 |
| 28 | Cittanova | Reggio Calabria | 9 756 | 61,98 |
| 29 | Crosia | Cosenza | 9 664 | 21,10 |
| 30 | Bisignano | Cosenza | 9 488 | 86,20 |
Etnie e minoranze straniere
I cittadini stranieri residenti in regione sono mwbuu92 996cite-ref-36[35], circa il 5,0% della popolazione, così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle mwbuo2 000 unità):
| Pos. | Nazionalità | Residenti |
|---|---|---|
| 1 | Romania | 25 865 |
| 2 | Marocco | 15 313 |
| 3 | Ucraina | 5 720 |
| 4 | Bulgaria | 5 115 |
| 5 | India | 4 402 |
| 6 | Albania | 2 798 |
| 7 | Cina | 2 707 |
| 8 | Filippine | 2 568 |
| 9 | Nigeria | 2 563 |
| 10 | Pakistan | 2 436 |
| 11 | Polonia | 2 416 |
Lingue e dialetti
«A voi fieri Calabresi
che accoglieste ospitali me straniero
nelle ricerche e indagini
infaticabilmente cooperando
alla raccolta di questi materiali
dedico questo libro che chiude nelle pagine
il tesoro di vita del vostro nobile linguaggio.»
La popolazione calabrese presenta ancora oggi un'identità abbastanza variegata, per questo l'mwbaiinsieme dei dialetti parlati nella regione rispecchia tali caratteristiche. Come la maggior parte dei mwbamdialetti italiani, il calabrese meridionale come quello settentrionale non hanno alcuna ufficialità.
A causa delle molteplici radici storiche della regione, esistono zone della Calabria in cui si parlano ancora lingue e dialetti di diretta derivazione da altre lingue. Nel nord della regione si parla un dialetto derivante dalla mwbaulingua napoletana, mentre nel sud della regione si riscontrano numerose somiglianze del dialetto locale con la mwbaylingua siciliana, ma complessivamente il vernacolo parlato in tutta la regione è spesso identificato come mwbac"calabrese".
Le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dallo Stato italiano nella regione Calabria sono: il mwbakguardiolo, il mwbaodialetto greco-calabro e l'albanese (mwbasmwbawarbërishtja). In alcune di queste aree, specialmente quella albanofona dove la lingua è ancora molto viva, le vie dei vari paesi hanno una diffusa toponomastica bilingue.
Il guardiolo è una varietà dell'mwba4occitano, parlato nell'mwba8isola linguistica di mwbbaGuardia Piemontese.
La mwbbylingua greca di Calabria è parlata nel mwbbctriangolo grecanico della mwbbgcittà metropolitana di Reggio Calabria, nei comuni di mwbbkAmendolea (Amygdalia/Amiddalia), mwbboBova (Vua), mwbbsBova Marina (Fundaca, Jalò to Vua), mwbbwCondofuri, mwbb0Roccaforte del Greco (Vunì), mwbb4Roghudi, e in alcuni quartieri della città di mwbb8Reggio Calabria come mwbcaSan Giorgio Extra.
La mwbcilingua albanese in Calabria è una mwbcmvarietà linguistica dell'albanese parlato nell'mwbcqAlbania meridionale. La comunità albanese (mwbcumwbcyarbëreshë) è la minoranza più diffusa della regione (33 comuni linguisticamente attivi tra le province di mwbccCosenza, mwbcgCrotone e mwbckCatanzaro). Degna di nota la produzione letteraria moderna e contemporanea, nota e studiata nella stessa mwbcoAlbania e negli stati mwbcsbalcanici di lingua albanese.
Religione
Il mwbdicristianesimo è la religione più diffusa nella regione. La quasi totalità dei cristiani in Calabria appartiene al mwbdmcattolicesimo di rito romano ed il territorio corrisponde alla mwbdqRegione ecclesiastica Calabria, suddivisa in 11 diocesi ed un'eparchia così ripartite:
• mwbdcArcidiocesi di Catanzaro-Squillace (mwbdg585 000), metropolitana, che ha come suffraganee:
• mwbd0Diocesi di Lamezia Terme
• mwbd8Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano (mwbea719 000), metropolitana, che ha come suffraganee:
• mwbemDiocesi di Cassano all'Jonio
• mwbekArcidiocesi di Reggio Calabria-Bova (mwbeo735 000), metropolitana, che ha come suffraganee:
• mwbe0Diocesi di Locri-Gerace
• mwbfmEparchia di Lungro degli italo-albanesi
La comunità italo-albanese appartiene alla chiesa cattolica ma professa secondo il mwbfurito bizantino (mwbfyChiesa cattolica italo-albanese).
Le piccole minoranze cristiane di recente presenza comprendono mwbfgortodossi (soprattutto tra gli immigrati dell'est Europa) e protestanti (mwbfkvaldesi, mwbfopentecostali).
Esistono anche sparute famiglie di mwbfwmormoni e mwbf0testimoni di Geova. Praticano anche altre diverse religioni.
Istituzioni, enti e associazioni
Sanità
Il servizio sanitario della Calabria è organizzato in cinque "mwbgoaziende sanitarie provinciali" e tre "mwbgsaziende ospedaliere". Ciascuna delle cinque ASP è a sua volta suddivisa in zone-distretto. Tale organizzazione territoriale fu creata a seguito della Legge regionale n. 9 dell'11 maggio 2007cite-ref-37[36], che accorpò le 11 "Aziende Sanitarie Locali" in cinque Aziende Sanitarie Provinciali. Questo è l'elenco delle ASP:
• Azienda Sanitaria Provinciale mwbhiCatanzaro (distretti di Catanzaro, mwbhmLamezia Terme, mwbhqSoverato);
• Azienda Sanitaria Provinciale mwbhyCosenza (distretti di mwbhcPaola, mwbhgCastrovillari, mwbhkCorigliano Calabro, mwbhoRossano, Cosenza, mwbhsRende);
• Azienda Sanitaria Provinciale mwbh0Crotone (distretti di Crotone, mwbh4Cirò Marina, mwbh8Mesoraca);
• Azienda Sanitaria Provinciale mwbieVibo Valentia (distretti di Vibo Valentia, mwbiiSerra San Bruno, mwbimTropea);
• Azienda Sanitaria Provinciale mwbiuReggio Calabria (distretti di Reggio Calabria 1, Reggio Calabria 2, mwbiyPalmi, mwbicLocri).
Le quattro aziende ospedaliere sono invece le seguenti:
• Azienda Ospedaliera-universitaria "mwbisRenato Dulbecco" di Catanzaro;
• Azienda Ospedaliera di Cosenza;
Inoltre in tutto il territorio regionale sono presenti 30 ospedali pubblici così ripartiti:
• ASP Catanzaro: P.O. di Lamezia Terme, P.O. di Soveria Mannelli, P.O. di Soverato e "mwbjmSan Biagio" di Chiaravalle Centrale (convertita in casa della salute);
• ASP Cosenza: P.O. di Castrovillari, P.O. di Lungro, P.O. di Mormanno, P.O. di San Marco Argentano, "mwbjuNicola Giannettasio" di Rossano, "mwbjyGuido Campagna" di Corigliano Calabro, P.O. di Cariati, "mwbjcGuido Chidichimo" di Trebisacce, "mwbjgSan Francesco" di Paola, P.O. di Praia a Mare, P.O. di Cetraro, P.O. di San Giovanni in Fiore, "mwbjkBeato Angelo" di Acri;
• ASP Crotone: mwbjs"San Giovanni di Dio" di Crotone;
• ASP Vibo Valentia: P.O. di Vibo Valentia, P.O. di Serra San Bruno, P.O. di Soriano Calabro, P.O. di Tropea;
• ASP Reggio Calabria: mwbj8"Francesco Pentimalli" di Palmi, mwbke"Santa Maria degli Ungheresi" di Polistena, "mwbkmGiovanni XXIII" di Gioia Tauro, P.O. di Locri, "mwbkuTiberio Evoli" di Melito Porto Salvo, "mwbkyMaria Pia di Savoia" di Oppido Mamertina, "mwbkcScillesi d'America" di Scilla e "mwbkgPrincipessa di Piemonte" di Taurianova.
Criminalità organizzata
L'organizzazione criminale mwbkw'Ndrangheta controlla vaste parti del territorio e dell'economia e rappresenta almeno il tre per cento del mwbk0PIL italiano attraverso il traffico di droga, le estorsioni e l'usura. Il suo fatturato annuo globale è attorno ai 60 miliardi di euro o circa il doppio del PIL regionale e in Europa gestisce quasi in esclusiva il mwbk4narcotraffico, grazie anche a rapporti privilegiati con le mafie sudamericane, soprattutto attraverso il mwbk8porto di Gioia Tauro.cite-ref-38[37]cite-ref-39[38]
Amministrazione
Sin dall'istituzione del regionalismo, avvenuta nel 1970, la Calabria è stata amministrata da governi costruiti sull'accordo predominante tra la mwbmyDemocrazia Cristiana e il mwbmcPartito Socialista Italiano, con una prima fase a prevalente guida democristiana e una seconda a prevalente guida socialista.
Il primo presidente della Giunta regionale è stato mwbmkAntonio Guarasci, seguito, nell'ultimo anno di legislatura, da Aldo Ferrara, che ritornerà presidente anche nella legislatura seguente, seppure con un distacco di circa un anno guidato da mwbmoPasquale Perugini.
Nella terza e nella quarta legislatura, ossia dal 1980 al 1990, la presidenza è assunta dal PSI dapprima con mwbmwBruno Dominijanni, poi con mwbm0Francesco Principe e, infine, con mwbm4Rosario Olivo.
Nella quinta legislatura, che va dal 1990 al 1995, nella fase di passaggio, a livello nazionale, tra la mwbnaPrima e la cosiddetta mwbneSeconda Repubblica, il governo torna ad avere una guida democristiana con mwbniGuido Rhodio e mwbnmDonato Veraldi, esponenti della transizione verso il mwbnqPartito Popolare Italiano.
Nel 1995, quando la situazione politica ed elettorale è ormai improntata al bipolarismo, a vincere le elezioni è la coalizione di centrodestra, che indica come presidente mwbnyGiuseppe Nisticò (1995-1998) e poi mwbncGiovambattista Caligiuri (1998-1999), esponenti di mwbngForza Italia. Sul finire della legislatura, tuttavia, per un ribaltone cambia la maggioranza in Consiglio regionale e la giunta passa in mano al centrosinistra, che esprime la presidenza di mwbnkLuigi Meduri, esponente del Partito Popolare.
Nel 2000, con l'istituzione del nuovo sistema elettorale che prevede l'elezione diretta del Presidente della Regione e la presentazione di coalizioni già costituite all'appuntamento elettorale, a prevalere è il Polo di centro destra guidato da mwbnsGiuseppe Chiaravalloti, magistrato, indicato da mwbnwForza Italia, che governa la regione per l'intero quinquennio.
Nel 2005 la carica di presidente è assunta da mwbn4Agazio Loiero, originariamente esponente della mwbn8Margherita che guida la coalizione di centro sinistra. Loiero è stato indicato candidato presidente dal suo schieramento per mezzo di una consultazione fra gli iscritti dei partiti della coalizione.
Nel 2010 Loiero viene sconfitto dal sindaco di Reggio mwboeGiuseppe Scopelliti, del mwboiPopolo della Libertà, che guida una Giunta regionale di centrodestra fino alle dimissioni del 2014, quando le elezioni anticipate sono vinte da mwbomMario Oliverio del centrosinistra.
Nel 2020 le elezioni regionali sono vinte dalla candidata del centrodestra mwbouJole Santelli, esponente di mwboyForza Italia, che diventa la prima donna presidente della regione, nonché la seconda presidente donna di una regione dell'Italia meridionale.
Il 15 ottobre 2020 mwbogJole Santelli viene improvvisamente a mancare, pertanto le funzioni presidenziali vengono assunte dal vicepresidente, il mwbokleghista Antonino Spirlì, fino alle elezioni del 3 e del 4 ottobre 2021, che vedono la vittoria del forzista mwbooRoberto Occhiuto.
La sede della Giunta regionale è Palazzo degli Itali, nella Cittadella regionale Jole Santellicite-ref-40[39] in viale Europa a mwbpaCatanzaro (mwbpearea direzionale), mentre la sede del Consiglio regionale è Palazzo Campanella, in via Cardinale Portanova a mwbpiReggio Calabria.
L'attuale giunta regionale è così composta:
| Nome | Partito | Carica | Competenze/Deleghe | Provincia |
|---|---|---|---|---|
| Roberto Occhiuto | FI | Presidente della Giunta | | Cosenza |
| Giuseppina Princi | FI | Vice Presidente della Giunta | Istruzione, università, ricerca; lavoro e formazione professionale; Bilancio; Azioni di sviluppo per la città Metropolitana di Reggio Calabria. | Reggio Calabria |
| Gianluca Gallo | FI | | Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione; aree rurali. | Cosenza |
| Giovanni Calabrese | FdI | | Turismo, Marketing territoriale e Mobilità. | Reggio Calabria |
| Emma Staine | Lega | | Politiche Sociali | Reggio Calabria |
| Rosario Varì | FI | | Sviluppo Economico e attrattori Culturali | Vibo Valentia |
| Filippo Pietropaolo | FdI | | Organizzazione della burocrazia regionale e Risorse Umane. | Catanzaro |
| Mauro Dolce | Indipendente | | Infrastrutture e Lavori Pubblici | |
Suddivisioni amministrative
Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della nostra vigente mwbuaCostituzione, la Calabria è una mwbueregione ad autonomia ordinaria della mwbuiRepubblica Italiana, ma solo con la mwbumlegge n. 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni.
| Stemma | Provincia | Numero Comuni | Abitanti | Superficie (km²) | Mappa | Panorama | Sito istituzionale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Catanzaro | 80 | 340.679 | 2415,45 | | | https://www.provincia.catanzaro.it |
| | Cosenza | 150 | 668.992 | 6709,75 | | | http://www.provincia.cosenza.it Archiviato il 6 febbraio 2005 in Internet Archive . |
| | Crotone | 27 | 160.775 | 1735,68 | | | http://www.provincia.crotone.it |
| | Reggio Calabria | 97 | 516.601 | 3210,37 | | | https://www.cittametropolitana.rc.it |
| | Vibo Valentia | 50 | 149.899 | 1150,64 | | | https://www.provincia.vibovalentia.it/ |
| | Calabria | 404 | 1.836.946 | 15221,90 | | | http://www.regione.calabria.it Archiviato il 22 gennaio 1998 in Internet Archive . |
Simboli
Lo stemma della mwb5oRegione Calabria (approvato ed adottato in versione definitiva con Legge regionale 15 giugno 1992, n. 6) racchiude in cornice ovale quattro dei simboli che rappresentano la Calabria:
1. il pino laricio (mwb50mwb54Pinus nigra laricio)
2. il mwb6acapitello dorico
3. la mwb6icroce greca
4. la mwb6qcroce potenziata.
Onorificenze
Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»
—
Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010
Economia
La Calabria è una delle regioni italiane più povere, nonostante l'alto tasso di economia nascosta renda inquantificabile l'effettiva ricchezza della Regione. La presenza di una delle principali organizzazioni criminali, la lontananza dei mercati e la carenza cronica di infrastrutture infatti rende il tessuto economico calabrese notevolmente fragile e troppo legato alle variazioni economiche congiunturali.
Varie zone della regione basano gran parte della loro economia sul turismo estivo soprattutto lungo la mwb64costa Ionica catanzarese, mwb68nell'area tirrenica reggina e mwb7anell'area tirrenica cosentina, su tutto il versante costiero della mwb7eprovincia di Vibo Valentia. Discretamente sviluppato, nonostante le potenzialità, il turismo invernale in mwb7iSila.
Agricoltura
La Calabria produce circa un quarto della produzione nazionale di agrumi;cite-ref-42[41] in particolare, nella regione si concentra circa il 62% della produzione totale di mwb8iclementinecite-ref-43[42], e la quasi totalità delle produzioni di mwb8cbergamottocite-ref-44[43] e mwb8wcedro (98% del totale).cite-ref-45[44] Quest'ultimo è coltivato nel tratto di costa tirrenica cosentina, tra i comuni di mwb9eTortora, mwb9iSanta Maria del Cedro e mwb9mDiamante, che per questo motivo è nota come mwb9qRiviera dei Cedri; il bergamotto si produce quasi esclusivamente nella fascia costiera della provincia di mwb9uReggio.cite-ref-46[45] Le mwb9oclementine di Calabria sono, invece, coltivate nelle zone di pianura esistenti nella regione: la Piana di mwb9sSibari e mwb9wCorigliano nel cosentino, la Piana di mwb90Lamezia nel catanzarese, la mwb94Piana di Gioia Tauro e la mwb98Locride nel regginocite-ref-47[46] e sono ormai diventate un prodotto ortofrutticolo italiano a mwb-qindicazione geografica protetta.cite-ref-48[47] Nella zona di mwb-kRocca Imperiale viene prodotto il mwb-oLimone IGP.cite-ref-49[48]
Con il 29% delle aree sul totale della superficie agricola, la Calabria si piazza al terzo posto tra le regioni mwb-aUE che hanno più terreni coltivati con mwb-emetodo biologico.cite-ref-50[49]
Lungo la fascia mwb-ctirrenica, tra le provincie di mwb-gVibo Valentia, mwb-kCatanzaro e mwb-oCosenza, è coltivata la famosa mwb-sCipolla rossa di Tropea, che nel 2008 ha ottenuto la certificazione IGP.cite-ref-51[50]
In Calabria sono coltivate diverse varietà di mwcaefichi, tra i quali il mwcaifico dottato di mwcamCosenza che ha ottenuto il riconoscimento DOP.cite-ref-52[51] Il Dottato viene coltivato per l'essiccazione e utilizzato per i dolci tipici della tradizione locale. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del DDG 19253 del 30/04/19 (Modifiche del Registro nazionale delle varietà delle piante da frutto: elenco nuove accessioni idonee per il Servizio Nazionale di Certificazione Volontaria) il Fico Dottato Bianco di Cosenza è stato iscritto come prodotto di eccellenza.cite-ref-53[52]
Le mwca0pesche e le nettarine calabresi sono notevolmente migliorate in termini di sapore, qualità, sicurezza e servizio. Una parte della produzione viene venduta sul mercato interno, principalmente ai rivenditori al dettaglio. Il restante viene esportato in mwca4Nord Europa, principalmente mwca8Scandinavia e mwcbaGermania.cite-ref-54[53] In Calabria, viene coltivata una varietà pregiata di pesca nettarina, nota come mwcbumerendella.cite-ref-55[54] La superficie stimata di merendelle si aggira intorno ai 60 ettari, di cui oltre cinquanta si trovano nell'area della piana di mwcbsLamezia, e la restante parte sulla fascia ionica catanzarese.cite-ref-56[55]
mwcckLongobardi è nota per le coltivazioni di una varietà particolare di mwccomelanzana originaria del territorio, la Melanzana Violetta, che ha ottenuto il marchio mwccsDe.C.O.cite-ref-58[57]cite-ref-59[58]
Essendo una regione piuttosto montuosa e con un'ampia superficie boschiva, la Calabria è la prima regione esportatrice di mwcdufunghi porcini.cite-ref-60[59]
Sull'mwcdsaltopiano silano è coltivata la mwcdwpatata della Sila IGP,cite-ref-61[60] che ha origini antiche e ha da sempre svolto un ruolo importante nell'economia locale. Nei boschi delle montagne calabresi è molto diffusa anche la produzione di mwceecastagne.cite-ref-62[61]
Tra i comuni di mwcecCardinale, mwcegSimbario e mwcekTorre di Ruggiero è ampiamente diffusa la coltivazione di mwceonocciole.cite-ref-63[62] La cultivar prevalente sul territorio regionale è la Tonda Calabrese, ma non mancano piccole superfici coltivate con Tonda Romana e mwce8Tonda di Giffoni.
La Calabria vanta una centenaria tradizione nella produzione di liquirizia e ne è la maggior produttrice in Italia. La mwcfeliquirizia di Calabria dal 2011 è protetta dal marchio mwcfiDOP.cite-ref-64[63]
Nella provincia di Catanzaro, fra i comuni di mwcf4San Floro e mwcf8Cortale,cite-ref-66[65] è ancora praticata l'antica tradizione della mwcgqgelsibachicoltura, l'allevamento del mwcgubaco da seta abbinato alla coltivazione del mwcgygelso.
Il principale mercato agricolo è Catanzaro, sede del mwcggCOMALCA, il principale mercato agro-alimentare della Calabria. Molto praticato anche l'allevamento, soprattutto di ovini e caprini nelle aree dell'entroterra. Numerosi sono gli allevamenti di bovini tra cui spicca la razza mwcgkpodolica. Troviamo forme di allevamento semi-intensivo, brado e semibrado. Nell'allevamento brado, i bovini pascolano per tutto l'anno all'aperto e nei periodi estivi avviene il fenomeno della mwcgotransumanza delle mandrie verso i monti di Sila e Pollino ricchi di pascoli freschi. Nel periodo di ottobre inizia la demonticazione verso i pascoli collinari marini. Anche la pesca è discretamente sviluppata.
Artigianato
L'arte della mwcg0tessitura, in Calabria, è tra le più antiche e radicate nel territorio e, nonostante il notevole ridimensionamento economico e geografico del suo ambito, rimangono attivi alcuni centri d'eccellenza in cui si riproducono pregiati manufatti in mwcg4seta, mwcg8lana, mwchacotone, mwchelino, mwchiginestra e mwchmcanapa, secondo i più antichi dettami della tradizione.cite-ref-67[66]cite-ref-68[67] Diffusa ancora oggi su tutto il territorio regionale, con caratterizzazioni che variano da zona a zona, è forse la produzione artigianale che meglio di altre rappresenta le diverse "anime" culturali della regione. mwchwSan Giovanni in Fiore e mwch0Longobucco, antiche cittadine silane, sono rinomate per i loro tappeti, coperte e arazzi artistici, realizzati con tecniche e attrezzature simili a quelli usati dai fabbricanti orientali.cite-ref-tessituralongobucco-it-69-0[68]cite-ref-70[69] L'"ozaturu" è il copriletto tipico, variopinto, presente in tutti i corredi da sposa e derivante dalla tradizione dei mwciytelai diffusi in ogni casa del paese.
La provincia di Catanzaro vanta una grande tradizione nel campo della lavorazione di tessuti e ricami, soprattutto di seta. Recentemente, diversi giovani hanno dato nuova linfa a quest'attività, sviluppando progetti di mwcigeconomia sostenibile e solidale.cite-ref-71[70]cite-ref-72[71] mwcjeTiriolo e mwcjiBadolato sono note soprattutto per la lavorazione del “vancale”,cite-ref-tessituralongobucco-it-69-1[68] il tipico scialle calabrese, realizzato in lana o in seta, indossato anticamente sui costumi tradizionali dalla donne per ballare la mwcjctarantella, o come decoro ornamentale delle abitazioni. Tipica a Tiriolo è anche la lavorazione dei pizzi lavorati finemente al mwcjgtombolo.
A mwcjoBisignano viene tramandata dal XVII secolo una tradizionale industria locale di produzioni di mwcjsliuti,cite-ref-73[72] e nei centri di mwckaSeminara, mwckeSquillace e mwckiGerace la tradizionale produzione di mwckmceramiche artistiche risale al periodo della mwckqMagna Grecia.cite-ref-74[73]
A mwckoCrotone si conserva un'arte antica legata alla lavorazione dell'mwcksoro. Numerosi sono i maestri orafi, come mwckwGerardo Sacco e mwck0Michele Affidato, che realizzano preziosi manufatti in oro e mwck4argento. Le origini dell'arte orafa crotonese sono anch'esse legate alla mwck8colonizzazione greca, che ha lasciato un'enorme eredità culturale. L'mwclaarte orafa artigiana è rimasta ancorata alle tradizioni come dimostra la tipica lavorazione della mwclefiligrana che, tutt'oggi, ricalca lo stile e le forme dei monili del passato, cari alle popolazioni che nei secoli popolarono l'area.cite-ref-75[74]
A mwclcBrognaturo le botteghe artigiane si distinguono per l'arte dell'intaglio del mwclglegno, finalizzata alla realizzazione di pregevoli mwclkpipe.cite-ref-76[75]
mwcl8Stilo è conosciuta sul territorio per la presenza di diverse tipologie di artigiani, tra cui i tessitori, i ricamatori artistici e i lavoratori di mwcmametallo. Ancora oggi si lavorano al telaio tovaglie e "pezzare" che vengono acquistate nelle fiere estive dell'artigianato. I giacimenti minerari del luogo, invece, sono stati largamente sfruttati dai mwcmeBorboni. Negli anni Trenta e Quaranta, nel periodo precedente la mwcmiSeconda Guerra Mondiale, a mwcmmBivongi, un comune reggino, il mwcmqrame veniva ancora estratto per uso bellico. Di questa attività rimangono notevoli testimonianze di cui si interessa l'Ecomuseo della mwcmuVallata dello Stilaro.cite-ref-77[76]
Industria
A mwcmwMaierato ha sede lo stabilimento della storica impresa mwcm0Callipo, rinomata produttrice di mwcm4tonno in scatola e in contenitori di vetro, esportato in diversi Paesi. Significativa nello stesso comparto è la presenza della Intertonno Sardanelli a mwcm8Pizzo Calabro.
A mwcnqSoveria Mannelli ha sede il Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile calabrese, fondata nel 1873, che conserva attivo un monumentale parco macchine di fine Ottocento con cui ancora oggi si realizza la produzione.cite-ref-78[77]
A mwcnoLimbadi si trova la mwcnsDistilleria Caffo che dal 1915 si occupa della produzione e distribuzione di bevande alcoliche, tra cui il famoso mwcnwVecchio Amaro del Capo.
Di rilievo è la presenza anche di altre industrie agroalimentari, fra le quali emergono mwcn4Mangiatorella e mwcn8Fontenoce, entrambe produttrici di mwcoaacque minerali.cite-ref-79[78]
A mwcokCaraffa ha sede il grande stabilimento per produzioni grafiche e servizi di logistica del Gruppo Abramo, attivo anche nel comparto dei call center con circa 3.000 addetti complessivi.
A mwcpsRogliano opera la IOM, industria ottica multiservice leader nella produzione di lenti oftalmiche.
Nelle zone di mwcp0Crotone, mwcp4Vibo Valentia e mwcp8Reggio Calabria sono sorte industrie petrolchimiche, metalmeccaniche e chimiche, farmaceutiche, boschive, conserviere, dolciarie, termoelettriche ed energetiche.
Servizi
Il settore terziario è molto sviluppato a mwcqiCatanzaro, mentre sono importanti centri commerciali mwcqmLamezia Terme e mwcqqCosenza.
La Calabria è la regione italiana con maggior concentrazione di avvocati, con una media regionale di 6,8 avvocati ogni mille abitanti.cite-ref-83[82]
Turismo
La principale risorsa turistica calabrese è il mare, con una costa di 780 chilometri affacciata sui mari mwcr8Tirreno, mwcsaIonio e mwcseStretto di Messina. Lo scarso sviluppo industriale e l'assenza di grandi città sulla gran parte del territorio hanno permesso di preservare in molti casi l'ambiente marittimo. Le presenze turistiche nel 2007, composte dall'arrivo di 1.325.825 italiani e 242.694 straniericite-ref-84[83], sono collegate anche alla presenza sul territorio di numerosi resti archeologici, come nei casi di mwcsyReggio Calabria, mwcscLocri, mwcsgPalmi, mwcskGioia Tauro, mwcsoCrotone, mwcssSibari e mwcswRoccelletta di Borgia.
Il turismo montano si sviluppa soprattutto nei rilievi e nei parchi nazionali della mwctqSila, dell'mwctuAspromonte e del mwctyPollino, dove sono presenti le stazioni sciistiche di mwctcCamigliatello, mwctgLorica, mwctkGambarie e mwctoZomaro.
La provincia di Cosenza secondo il XV rapporto sul turismo in Calabria è il territorio calabrese che occupa la posizione maggioritaria della domanda turistica regionale con il 38,3% degli arrivi e il 37% delle presenze registrate nel 2017.cite-ref-86[85] Nel Report su andamento turistico del 2019 promosso dalla regione Calabria sono 8.820.489 le presenze, 1.646.671 gli arrivi, il cui 42,6% hanno soggiornato nella provincia di Cosenza. Il 22% delle presenze sono straniere; il primo paese di provenienza si conferma la Germania, seguito dalla Francia e dalla Russia. Un dato rilevante, quello del 2019, soprattutto in un'ottica di analisi storica che ha messo a confronto questa annualità con il 2014. Rispetto a cinque anni fa, infatti, si sono registrati 400.000 arrivi in più.cite-ref-87[86] Secondo un report realizzato nel 2022 da Isnart e Unioncamere Italiana per analizzare dal punto di vista turistico-territoriale la Calabria, mwcuqCosenza risulta la città con la maggiore presenza turistica regionale con il 40% del totale.cite-ref-88[87]
PIL
Di seguito la tabella che riporta il mwcusPILcite-ref-89[88] e il PIL mwcvapro capite nelle città capoluogocite-ref-dati-istat-tavole-regionali-90-0[89] prodotto in Calabria dal 2000 al 2006 e 2017:
| | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | ... | 2017 | 2018 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotto Interno Lordo (Milioni di Euro) | 26.344,4 | 27.680,0 | 28.574,7 | 29.685,4 | 31.073,3 | 31.616,7 | 32.507,7 | ... | 33.435 | 33.197 |
| PIL ai prezzi di mercato per abitante (Euro) | 13.019,9 | 13.742,4 | 14.226,9 | 14.773,2 | 15.457,0 | 15.754,8 | 16.244,1 | ... | N.D. | N.D. |
Di seguito la tabella che riporta il PILcite-ref-dati-istat-tavole-regionali-90-1[89], prodotto in Calabria ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:
| Macro-attività economica | PIL prodotto | % settore su PIL regionale | % settore su PIL italiano |
|---|---|---|---|
| Agricoltura, silvicoltura, pesca | € 1.341,2 | 4,13% | 1,84% |
| Industria in senso stretto | € 2.851,8 | 8,77% | 18,30% |
| Costruzioni | € 2.013,3 | 6,19% | 5,41% |
| Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni | € 6.301,6 | 19,39% | 20,54% |
| Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali | € 6.856,6 | 21,09% | 24,17% |
| Altre attività di servizi | € 9.408,7 | 28,94% | 18,97% |
| Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni | € 3.734,5 | 11,49% | 10,76% |
| PIL Calabria ai prezzi di mercato | € 32.507,7 | | |
È mwcb0Catanzaro la prima città calabrese per quanto riguarda il mwcb4reddito pro capite denunciato al fisco. Il dato emerge dalla classifica stilata dal mwcb8Dipartimento delle finanze del mwccaMinistero dell'Economia sulla base delle dichiarazioni fiscali del 2019.cite-ref-91[90] A Catanzaro la media pro capite di reddito è di 19.423 euro, seguono mwccuCosenza, mwccyVibo Valentia, mwcccReggio Calabria e mwccgCrotone. La regione presenta un alto tasso di evasione fiscale e di lavoro nero, sempre secondo i dati del mwcckMinistero dell'economia e delle finanze le città di Catanzaro e Reggio guidano la classifica regionale con tassi che sfiorano il 50%.
Di seguito la tabella con i relativi redditi medi delle città capoluogo nel 2021:
| Stemma | Capoluogo | Provincia/Città metropolitana | Reddito annuo pro-capite in Euro [ 91 ] |
|---|---|---|---|
| | Cosenza | Provincia di Cosenza | 20.064 |
| | Catanzaro | Provincia di Catanzaro | 20.494 |
| | Vibo Valentia | Provincia di Vibo Valentia | 19.240 |
| | Reggio Calabria | Città metropolitana di Reggio Calabria | 19.380 |
| | Crotone | Provincia di Crotone | 17.317 |
Disoccupazione
| Anno | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Disoccupazione (in %) | 12,8% | 11,1% | 12,0% | 11,3% | 11,9% | 12,7% | 19,4% | 22,3% | 23,4% | 22,9% | 23,2% | 21,6% | 21,6% | 21,0% | 20,1% | 17,9% | 14,6% |
Infrastrutture e trasporti
La Calabria è collegata al resto dell'Italia tramite ferrovie, autostrade e aeroporti.
Strade e Autostrade
La regione è attraversata da un'unica autostrada fungente da asse stradale fondamentale della Calabria
• L'mwcj4Autostrada A2 del Mediterraneo o Salerno-Reggio Calabria, è l'arteria stradale principale della regione, naturale prolungamento dell'mwcj8Autostrada A1 e mwckaA30, collega la Calabria con il resto d'Italia percorrendo l'itinerario tirrenico da Reggio Calabria verso nord (mwckeBasilicata), passando per mwckiVibo Valentia e mwckmCosenza.
La regione è poi attraversata da due mwckustrade statali che collegano le principali città e i centri minori:
• mwckgSS 18 Tirrena Inferiore, che attraversando la Calabria tirrenica, la mwckkBasilicata e la mwckoCampania, collega mwcksReggio Calabria con mwckwNapoli;
• mwck4SS 106 Jonica, che attraversando la Calabria jonica, la mwck8Basilicata e la mwclaPuglia, collega Reggio Calabria con mwcleTaranto.
Il territorio calabrese è collegato con strade trasversali che collegano facilmente la fascia jonica con l'mwclmAutostrada A2 del Mediterraneo e la fascia tirrenica:
• mwclySS 283 delle Terme Luigiane che collega mwclcGuardia Piemontese a mwclgSpezzano Albanese sulla mwclkSS534, connette le costiere cosentine dei due mari;
• mwclsSS 534 di Cammarata e degli Stombi, che collega la mwclwA2 del Mediterraneo allo svincolo di Sibari e la mwcl0SS106 Jonica nei pressi di Sibari.
• mwcmkSS 182 delle Serre Calabre, collega la tirrenica alla jonica da mwcmoVibo Marina passando per mwcmsVibo Valentia, percorrendo le zone montuose delle Serre termina a mwcmwSoverato. La SS 182, viene rinnovata con la nuova arteria mwcm0SS 713 Trasversale delle Serre, attualmente in fase di realizzazione;
• mwcm8SS 682 Jonio-Tirreno (Gioiosa-Rosarno), collega partendo dallo svincolo mwcnaRosarno della mwcneA2 per mwcniMarina di Gioiosa Ionica collegando le costiere reggine dei due mari.
Ferrovie
mwcnkmwcnoFerrovie dello Stato Italiane:
• mwcouLamezia Terme–Catanzaro;
• mwcocPaola–Cosenza;
• mwcokSibari–Cosenza.
mwcosmwcowFerrovie della Calabria:
• mwco8Cosenza–Catanzaro (mwcpaesercizio sospeso fra Soveria e Gimigliano);
• mwcpiCosenza–San Giovanni in Fiore (mwcpmesercizio sospeso);
• mwcpuGioia Tauro–Cinquefrondi (mwcpyesercizio sospeso);
• mwcpgGioia Tauro–Sinopoli (mwcpkesercizio sospeso).
Porti
• mwcqwPorto di Gioia Tauro (I classe): infrastruttura commerciale, è principalmente un centro di mwcq0trasbordo ed il primo porto italiano e il decimo in Europa per traffico mercicite-ref-95[94]. Ha anche una funzione turisticacite-ref-96[95].
• mwcrcPorto di Reggio Calabria (II classe): sede della direzione marittima della regione è un'infrastruttura a carattere commerciale/industriale con una parte dedicata alla nautica da diporto, è collegato prevalentemente con mwcrgMessina, con le mwcrkIsole Eolie e con mwcroMalta. Con oltre 10 milioni di passeggeri trasportati all'anno, è il primo della regione e il secondo in Italia nel settore;cite-ref-97[96]
• mwcsaPorto di Villa San Giovanni (II classe): è una struttura orientata esclusivamente ai trasporti, collega infatti il traffico ferroviario ed il grande traffico stradale tra Calabria e mwcseSicilia;
• Porto di mwcsmVibo Marina (II classe): a funzione turistica, commerciale e industriale;
• mwcsuPorto di Crotone (II classe): con un bacino mercantile e uno per la pesca e il diporto;
• mwcscPorto di Corigliano Calabro (II classe): grande scalo, commerciale-peschereccio;
• mwcskPorto di Palmi (II classe): scalo turistico peschereccio e porto rifugio della mwcsoCosta Viola, sorge nel litorale della Tonnara;
• mwcswPorto di Catanzaro (IV classe): a funzione prevalentemente turistica;
• Porto di mwcs4Cirò Marina (IV classe): scalo turistico peschereccio, è destinato alla pesca locale e al diporto;
• Porto di mwctaTropea (IV classe): a funzione prevalentemente turistica;
• Porto di mwctiCariati: Turistico e peschereccio;
• Porto di mwctqRoccella Ionica:
• Porto di mwctyBagnara Calabra: peschereccio;
• Porto di Scilla: Turistico e peschereccio;
• Porto di mwctoIsola Capo Rizzuto:
• Porto di mwctwCetraro: a funzione turistica.
Aeroporti
La regione è dotata di tre aeroporti civili (mwcu4aeroporto dello stretto, mwcu8aeroporto di Lamezia Terme e l'mwcvaaeroporto di Crotone) un mwcveaeroporto militare, e sei mwcviaviosuperfici.
Aeroporti civili
• mwcvcAeroporto di Lamezia Terme (SUF): è il principale scalo della Calabria e uno dei primi del mwcvgMezzogiorno per mwcvktraffico passeggeri. Lo mwcvoscalo lametino effettua mwcvscollegamenti di linea sia per voli nazionali che per voli internazionali e mwcvwcollegamenti charter organizzati dai mwcv0tour operator per voli intercontinentali. Grazie alla sua posizione geografica centrale nella regione, e quindi facilmente raggiungibile, serve tutta la Calabria e anche alcuni comuni delle vicine regioni;
• mwcv8Aeroporto di Reggio Calabria (REG): è il secondo aeroporto calabrese per numero di passeggeri, serve le mwcwacittà metropolitane di Reggio Calabria e Messina;
• mwcwiAeroporto di Crotone (CRV): è il terzo aeroporto calabrese per numero di passeggeri, serve la mwcwmprovincia di Crotone.
Di seguito si riporta la tabella con i dati complessivi del traffico passeggeri dei tre aeroporti negli ultimi dieci anni:
| Anno | Passeggeri |
|---|---|
| 2017 | 2.926.645 |
| 2016 | 3.226.593 |
| 2015 | 2.835.064 |
| 2014 | 2.933.519 |
| 2013 | 2.772.029 |
| 2012 | 2.934.326 |
| 2011 | 2.985.389 |
| 2010 | 2.568.663 |
| 2009 | 2.208.460 |
Aeroporti militari
Aviosuperfici
• Aviosuperficie Alicalabria - mwcy4Rombiolo;
• Aviosuperficie Cosenza - mwczaBisignano;
• Aviosuperficie Franca - mwcziCotronei;
• Aviosuperficie Pasquale Domestico - mwczqCastrovillari;
• mwczyAviosuperficie Scalea - mwczcScalea;
• Aviosuperficie Sibari Fly - mwczkCassano all'Ionio.
Cultura
Istruzione
Università
Università pubbliche
Fondata nel 1972, è la prima università calabrese per numero di iscritti con 24.185 studenti.cite-ref-98[97] Ha sede a mwc1iRende (comune dell’area urbana di mwc1mCosenza), più precisamente nella frazione di mwc1qArcavacata.
Venne fondata nel 1998. Attualmente conta 10.889 iscritti, rendendola la seconda università calabrese per numero di studenti. Il campus, intitolato a mwc1gSalvatore Venuta, è situato a Catanzaro in località mwc1kGermaneto ed è operativo dal 2004.cite-ref-99[98]
Fondata nel 1968, è la prima università calabrese per anno di fondazione. Il numero di iscritti è pari a 4.854.
Università private
Istituita su iniziativa del comitato locale della società mwc2yDante Alighieri e del mwc2cConsorzio per l'Università per Stranieri di Reggio Calabria con decreto ministeriale del 17 ottobre 2007, conta attualmente 602 iscritti.
Altri istituti di livello universitario
Istituti artistici
• mwc20Accademia di belle arti di Catanzaro (1970);
• Accademia di belle arti "Fidia" di mwc28Vibo Valentia;
• mwc3eAccademia di belle arti di Reggio Calabria (1968);
• Conservatorio "Fausto Torrefranca" di mwc3mVibo Valentia con sede distaccata di mwc3qCatanzaro;
• Conservatorio di musica "Stanislao Giacomantonio", di mwc3yCosenza;
• Conservatorio di musica "P.I. Tchaikovsky", di mwc3gNocera Terinese;
• mwc3oConservatorio di musica "Francesco Cilea" (1927), di mwc3sReggio Calabria.
Istituti di alta formazione artistica riconosciuti ex lege 508/99
• Accademia di Belle Arti di Catanzaro;cite-ref-100[99]
• Politecnico universitario internazionale "Scientia et ars" di mwc4uVibo Valentia.cite-ref-101[100]
Istituti di formazione religiosa
• mwc44Pontificio seminario regionale "San Pio X" (1912), a mwc48Catanzaro;
• Università teologica calabra, a mwc5eCatanzaro;
• Seminario arcivescovile "Pio XI" (1565) a mwc5kReggio Calabria;
• mwc5sIstituto superiore di scienze religiose "Monsignor Vincenzo Zoccali" (ISSR) (1975), a mwc5wReggio Calabria.
Ricerca
Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) di Cosenza
Parte del mwc6eConsiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Unità Organizzativa di Supporto (UOS) di Cosenza,cite-ref-103[102] siculo dello sviluppo di conoscenze e tecnologie, servizi e prodotti innovativi utili alla definizione, alla previsione e alla mitigazione dei rischi, alla corretta pianificazione territoriale, e per una gestione del territorio e dell’ambiente efficace e sostenibilecite-ref-104[103]
Istituto per gli Studi Storici (ISS) di Cosenza
Fu fondato l’11 luglio 1970 con lo scopo di "suscitare e sviluppare l'interesse per gli studi storici, nel presupposto che attraverso una maggiore conoscenza dei fatti trascorsi e delle loro cause, si possano meglio comprendere i fenomeni politici, economici, sociali, letterali ed artistici attuali, al fine di contribuire alla elevazione morale e civile della Società"cite-ref-105[104]cite-ref-106[105]
Istituto per la tecnologia delle membrane (ITM) di Rende
Lo scopo dell’istituto è la ricerca e lo sviluppo della scienza e dell'ingegneria delle membrane. L'ITM ha sede nel Campus dell'Università della Calabriacite-ref-107[106]
Centro di Ricerca Agroalimentare della Calabria di mwc7sLamezia Terme
Istituto di ricerca regionale educativa di mwc70Catanzaro
Musei
Numerosi sono i musei di vario genere diffusi nel territorio calabrese, testimonianze di varie epoche, mwc8smagno greca, mwc8wromana, mwc80medievale, mwc84rinascimentale e mwc88contemporanea. Alcuni di questi sono:
• mwc9iMuseo archeologico nazionale di Scolacium - mwc9mBorgia;
• mwc9uMuseo archeologico nazionale della Sibaritide - mwc9yCassano all'Ionio;
• mwc9gMuseo diocesano d'arte sacra - mwc9kCassano all'Ionio;
• mwc9sMuseo diocesano d'arte sacra - mwc9wCatanzaro;
• mwc94Museo delle arti (MARCA) - mwc98Catanzaro;
• mwc-eMuseo storico militare Brigata Catanzaro - mwc-iCatanzaro;
• mwc-qMuseo diocesano e del Codex - mwc-uCorigliano-Rossano;
• BoCs Art Museum - mwc-cCosenza;
• mwc-kGalleria nazionale - mwc-oCosenza;
• Galleria provinciale Santa Chiara - mwc-wCosenza;
• mwc-4Museo all'aperto Bilotti - mwc-8Cosenza;
• mwc-eMuseo diocesano - mwc-iCosenza;
• mwc-qMuseo dei Brettii e degli Enotri - mwc-uCosenza;
• Museo del Fumetto - mwc-cCosenza;
• Museo Multimediale di Piazza Bilotti - mwc-kCosenza;
• Museo Consentia Itinera - mwc-sCosenza;
• Museo delle Rimembranze - mwc-0Cosenza;
• Museo storico all'aperto - mwc-8Cosenza;
• Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza - mwdaiCosenza;
• Museo Interattivo di Archeologia Informatica - mwdaqCosenza;
• Museo archeologico nazionale di Capo Colonna - mwdacCrotone;
• mwdakMuseo archeologico nazionale - mwdaoCrotone;
• mwdawMuseo civico - mwda0Crotone;
• mwda8Museo diocesano - mwdbaGerace;
• mwdbkMuseo archeologico lametino - mwdboLamezia Terme;
• mwdbwMuseo diocesano d'arte sacra - mwdb0Lamezia Terme;
• mwdb8Museo nazionale di Locri Epizefiri - mwdcaLocri;
• mwdciMuseo diocesano - mwdcmLungro;
• mwdcuMuseo storico della Miniera di Salgemma - mwdcyLungro;
• Museo dei Saperi e del Gusto - mwdcgSant'Agata di Esaro
• mwdcoParco Museo Santa Barbara - mwdcsMammola;
• mwdc0Museo statale e diocesano - mwdc4Mileto;
• mwddaMuseo diocesano d'arte sacra - mwddeNicotera;
• mwddmMuseo diocesano - mwddqOppido Mamertina;
• mwddyCasa della cultura Leonida Repaci - mwddcPalmi;
• mwddkMuseo diocesano Mons. Aurelio Sorrentino - mwddoReggio Calabria;
• mwddwMuseo nazionale della Magna Grecia - mwdd0Reggio Calabria;
• mwdd8Museo San Paolo - mwdeaReggio Calabria;
• mwdeiMuseo archeologico di Medma - mwdemRosarno;
• mwdegMuseo diocesano - mwdekSan Marco Argentano;
• mwdesMuseo diocesano d'arte sacra - mwdewSanta Severina;
• mwdfqMuseo diocesano - mwdfuTropea;
• Museo della Certosa - mwdfcSerra San Bruno;
• mwdfkMuseo archeologico statale Vito Capialbi - mwdfoVibo Valentia.
Letteratura
Convenzionalmente il punto di partenza della letteratura calabrese viene fatto risalire all’età greca, con la figura di mwdf0Stesicorocite-ref-110[109], poeta lirico vissuto tra il VII e il VI secolo a.C nato a mwdgiMètauros (l'odierna mwdgmGioia Tauro), trasferito successivamente ad mwdgqImera considerato uno dei maggiori autori della Magna Grecia.
In età tardo-antica un ruolo centrale è svolto da mwdgoCassiodoro,cite-ref-111[110] storico e politico vissuto a Squillace tra il V e il VI secolo d.C.cite-ref-112[111]
Durante il corso del medioevo la Calabria fu terra di importanti studiosi e intellettuali come mwdhqGioacchino da Fiore, mwdhuBarlaam di Seminara, maestro di mwdhyFrancesco Petrarca e mwdhcGiovanni Boccaccio, e mwdhgLeonzio Pilato.
Nel duecento la poesia si sviluppò soprattutto attorno alla corte di mwdhoFederico II di Svevia, in particolare il poeta mwdhsFolco Ruffo di Calavra (autore della canzone mwdhwD’amor distretto vivo doloroso) fece parte della mwdh0scuola siciliana.cite-ref-113[112]
I primi testi in volgare calabrese risalgono al quattrocento: il primo in assoluto di cui abbiamo traccia è un contratto di pignoramento della Motta di San Quirico redatto a Reggio Calabria nel 1422,cite-ref-114[113] ma le prime composizioni letterarie vere e proprie sono alcune poesie religiose del vescovo di Rossano Sergentino Roda e il mwdicLamento per la morte di don Enrico D'Aragona di mwdigJoanni Maurello.cite-ref-115[114]
Il cinquecento vide uno stretto legame con la filosofia, grazie alla presenza di mwdi4Bernardino Telesio e mwdi8Tommaso Campanella.
Il seicento fu il secolo della mwdjuletteratura barocca e in Calabria furono soprattutto due i maggiori esponenti di questo movimentocite-ref-116[115]: mwdjoFrancesco Della Valle e Cesare Monizio. Nello stesso secolo va annoverato anche mwdjsGian Vincenzo Gravina, fondatore e ideologo nel 1690 dell'mwdjwAccademia dell'Arcadia, creata con l'intento di riformare la poesia mettendo al bando il Barocco e l'eccesso poetico per abbracciare più razionali modelli classici.cite-ref-117[116]
Nel corso del settecento si diffuse l'mwdkiilluminismo e molti furono coloro i quali aderirono a questo movimento non solo letterario ma anche e soprattutto sociale, culturale e filosofico. Fra gli autori calabresi si ricordano mwdkmFrancesco Saverio Salfi e i fratelli mwdkqDomenico e mwdkuFrancescantonio Grimaldi.
L'Ottocento fu invece il secolo che vide l'affermarsi del mwdkcneoclassicismo, del mwdkgromanticismo e del mwdkkverismo, perciò molti furono i letterati che si susseguirono nei vari decenni. Per citarne alcuni: mwdkoVincenzo Padula, autore di numerose opere e drammi, mwdksBiagio Miraglia, mwdkwDomenico Mauro e mwdk0Nicola Misasi; inoltre, da menzionare è anche il filosofo mwdk4Pasquale Galluppi, al quale si deve l'introduzione in Italia dello studio e della conoscenza della filosofia europea (in particolare quella mwdk8kantiana). Il XIX secolo vide inoltre la diffusione della letteratura dialettale, grazie anche alla delusione post-risorgimentale.cite-ref-118[117]
Nel novecento i principali autori furono mwdlkCorrado Alvaro, vincitore del mwdlopremio Strega nel 1951cite-ref-119[118], mwdl8Leonida Repaci, tra i fondatori del mwdmapremio Viareggio,cite-ref-120[119] mwdmuFrancesco Perri, mwdmymeridionalista e mwdmcantifascista, mwdmgSaverio Montalto, mwdmkFortunato Seminara, mwdmoMario La Cava e mwdmsSaverio Strati.
Musica
Nel panorama della musica sinfonica e operistica grande ruolo ricoprono tra gli artisti calabresi i due nomi di mwdm8Francesco Cilea (autore tra le altre dell'mwdnaAdriana Lecouvreur) e mwdneNicola Manfroce, entrambi nati a mwdniPalmi.
Nel panorama moderno e contemporaneo vi sono diversi artisti calabresi che hanno legato il proprio nome alla tradizione cantautorale italiana, quali mwdnqMino Reitano, mwdnuMia Martini e la sorella mwdnyLoredana Bertè, mwdncRino Gaetano, mwdngSergio Cammariere, mwdnkEman e mwdnoBrunori Sas, mentre nella musica rock hanno avuto riscontro anche internazionale le formazioni dei mwdnsJetLag (autori di un ricercato mwdnwJazz rock di matrice mwdn0progressive) e mwdn4Il Parto delle Nuvole Pesanti (creatori di un genere definibile "rock calabrese").
La Calabria inoltre vanta una lunga tradizione popolare legata alle diverse sfaccettature della sua cultura, direttamente legata alle molteplici popolazioni che su questa terra hanno lasciato traccia, i grecofoni di mwdoaGallicianò con il menestrello Attilio Nucera che vanta di essere il più anziano a portare avanti le antiche tradizioni e la lingua stessa dal 1959, il primo a diffondere la cultura greco e calabrese nel paese elvetico e anglosassone. Altre tradizioni sono state portate alla ribalta dai mwdoeRe Niliu negli anni 1980, mentre oggi dai mwdoiQuartAumentata, dai mwdomMattanza, dai mwdoqKalamu, dai Totarella, da Mimmo Cavallaro e i mwdouTaranProject con la partecipazione di Cosimo Papandrea e dalla cantante folk Marinella Rodà.cite-ref-121[120]cite-ref-122[121]
A partire dalla fine degli anni 1970 si cominciò a incidere anche la musica folkloristica calabrese, genere spesso intriso della satira tipica dei diversi artisti, prevalentemente sotto l'etichetta mwdo8Elca Sound, che hanno portato il mwdpafolk calabro in giro per il mondo, tra cui mwdpeOtello Profazio e i mwdpiCalabruzi.
Tradizioni e folclore
mwdpwVaria di Palmi
Ha luogo a mwdp4Palmi in onore di mwdp8Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona e protettrice della città.cite-ref-referencea-123-0[122] L'evento accade l'ultima mwdqqdomenica di mwdquagosto con cadenza pluriennale. Considerata come uno dei simboli della regione, seguita da centinaia di migliaia di personecite-ref-strettoweb-com-124-0[123]cite-ref-fedc-125-0[124] rientra nella mwdq4Rete delle grandi macchine a spalla italiane, e dal 2013 è mwdq8Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'mwdraUNESCO.cite-ref-126[125] Il termine mwdruVaria designa un enorme carro sacro rappresentante l'mwdryuniverso e l'mwdrcassunzione in mwdrgcielo della mwdrkVergine Maria.cite-ref-nuova-127-0[126] Sopra il carro, di altezza circa a 16 metricite-ref-mi-128-0[127], e trasportato a spalla da 200 mwdsiMbuttaturi (portatori), trovano posto figuranti umani che rappresentano la mwdsmMadonna, il mwdsqPadreterno, gli mwdsuApostoli e gli angeli.cite-ref-mi-128-1[127] Un altro momento importante di fede è la mwdsoprocessione per le vie cittadine, il giorno precedente il trasporto della Varia, del mwdssquadro di mwdswMaria Santissima della Sacra Lettera e del mwds0reliquiario del mwds4Sacro Capello. Nel 2023 si stima che ci siano stati tra i 150.000 spettatori e i 250.000cite-ref-0-129-0[128] in città a vedere con i propri occhi l'eventocite-ref-strettoweb-com-124-1[123], ed altri milioni a seguire l'evento in mwdtctelevisionecite-ref-0-129-1[128].
mwdt0Affruntata
Si svolge in varie zone della Calabria meridionale la domenica di Pasqua, il lunedì dell’Angelo o il martedì dopo Pasqua. Questo rito consiste nella rappresentazione delle varie scene resurrezione l’apice della cerimonia è l’incontro fra Gesù e la Madonna, la quale vedendo il proprio figlio corre verso di lui e si “toglie” il velo del lutto.
Giudaica di mwduaLaino Borgo
Risalente al XVII secolo, è una rappresentazione con oltre cento figuranti dei vari momenti del processo di Gesù. Si svolge il venerdì santo.
Il cavallo di fuoco di mwdumPedace
La vigilia della festa patronale (mwduuPecorella), l’ultima domenica di settembre, sfila per le strade del paese un cavallo in cartapesta montato da un cavaliere dalla cui bocca escono fulmini frutto di giochi pirotecnici, accompagnato dal suono dei tamburi che imita i tuoni.
Naca di Catanzaro
È un particolare tipo di processione che si svolge il venerdì santo. Al centro del rito vi è la naca (termine dialettale derivante dal greco νάκη (náke), mwdugvello lanoso), sulla quale è adagiato il corpo di Gesù appena crocifisso.
Vattienti di mwduoNocera Terinese
I mwduwvattienti (battenti) sono uomini che si sottopongono all’mwdu0autoflagellazione per testimoniare, attraverso il dolore, la propria fede in Cristo. Il rito si svolge il sabato santo.
Fiaccolata dei Zigni di mwdu8Verbicaro
La sera del primo luglio, vigilia della festa patronale della Madonna delle Grazie, vengono portate in processione fino alla piazza del paese delle enormi fiaccole realizzate in legno resinoso portate in spalla dai devoti.
I mwdvcgiganti
I giganti mwdvkMata e mwdvoGrifone sono due alti fantocci di cartapesta che vengono portati a spalla o trainati, danzando al ritmo di tamburi, per le vie di numerose località della Calabria meridionale in occasione di feste patronali o di altre ricorrenze.
Attestato per la prima volta nel 1635 ma “rinato” ufficialmente nel 1959, è una delle manifestazioni più note della regione e si svolge tradizionalmente tra l'ultima domenica di Carnevale ed il martedì grasso. Contestualmente alle tradizionali sfilate in maschera si tengono numerose manifestazioni, iniziative culturali e di intrattenimento collegate all'evento principale.
Djelzit di mwdv8San Demetrio Corone
Nel periodo di mwdweCarnevale per le vie del paese sfilano i Djelzit (mwdwidiavoli), i quali hanno il volto dipinto di nero, indossano un paio di corna taurine sulla testa e si vestono con foltissime pellicce. Una volta travestiti, i Djelzit girano nottetempo per le vie del borgo facendo un gran fracasso con i campanacci, rincorrendo i passanti e bussando ai portoni delle case; la loro presenza cessa il mercoledì delle ceneri quando viene celebrato il cosiddetto mwdwmfunerale di Zu Nicola, che scaccia via tutti i mali.
Palio di Ribusa di mwdwuStilo
Il Palio di Ribusa, che si svolge il primo fine settimana di agosto, consiste in una sfida fra i sei casali che costituivano un tempo la Contea di Stilo ovvero la stessa Stilo, Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano. I rappresentanti dei sei paesi si sfidano attraverso varie prove tra artisti, spettacoli di strada, rievocazioni storiche, saltimbanchi, giocolieri e danze. La prova finale, che si tiene la domenica, è la giostra dell'anello, nella quale gli sfidanti si contendono il mwdwcPallium, un drappo finemente lavorato.
Torneo dei Rioni di mwdwkCetraro
L'ultima domenica di luglio i numerosi rappresentanti degli otto rioni della città si sfidano nella centrale Piazza del Popolo attraverso prove di vario genere.
Eventi
• "Calabria Fest - RAI Radio Tutta Italiana", festival della nuova Musica Italiana;
• Fatti di Musica, festival-premio del Miglior Live d'Autore, ideato e diretto dal promoter Ruggero Pegna dal 1987 (Premio Riccio d'Argento di mwdxaGerardo Sacco, Oscar del Live)
• "Magna Graecia Film Festival" - mwdxiCatanzaro (luglio): il festival delle opere prime del cinema italiano;
• mwdxqFiera di San Giuseppe - mwdxuCosenza A marzo, per una decina di giorni, alcune strade della città vicino al centro storico e i lungofiumi accolgono la mwdxyFiera di San Giuseppe; questa che registra ogni anno migliaia di visitatori, si sviluppa partendo dalle strade ai piedi del centro storico fino ad arrivare al Viale Parco di recente costruzione (ora mwdxcviale mwdxgGiacomo Mancini). Nel 2006 si è avuto un record del numero di espositori con la presenza di circa 750 bancarelle; il 2013 invece ha registrato lungo i 6mwdxk km di percorso fieristicocite-ref-130[129] la presenza di 726 espositori provenienti da 27 province italiane e da 15 nazionicite-ref-131[130]. L'istituzione della Fiera affonda le sue radici nel 1234, periodo di dominazione sveva e venne istituita da mwdyiFederico II di Svevia, l'imperatore profondamente innamorato della città;
• "mwdyqReggio Calabria Filmfest" - mwdyuReggio Calabria (primavera): retrospettiva sul cinema italiano;
• "Festival della Cultura" - Reggio Calabria (11 febbraio);
• "mwdygFestival dello Stretto" - Reggio Calabria (agosto);
• "Il Sabato del Villaggio" - mwdyoLamezia Terme (gennaio/giugno): incontri tra mwdysletteratura e mwdywfilosofia con personalità della cultura italiana e internazionale;
• "mwdy4Trame. Festival dei libri sulle mafie" - Lamezia Terme (giugno);
• "mwdzaPremio Letterario Internazionale Città di Palmi" - mwdzePalmi (settembre/ottobre);
• "Roccella Jazz Festival" - mwdzyRoccella Jonica: Numerosi concerti, con la presenza di grandi jazzisti (Agosto);
• "Rievocazione Storica dell'eroe albanese mwdzgGiorgio Castriota Skanderbeg" - Lungro: Evento etno-culturale che si svolge nel centro storico nel periodo del carnevale, precisamente intorno alla metà di febbraio;
Monumenti e luoghi d'interesse
Il territorio calabrese ospita molti monumenti e luoghi d'interesse storico, artistico e culturale, alcuni dei quali tra i mwdz4monumenti nazionali italiani.
Architetture religiose
La Calabria fu, agli inizi del Cristianesimo, un'importante terra di arrivo di religiosi, monaci e asceti provenienti dall'Oriente. In particolare, i monaci mwdaeBasiliani di rito Greco dapprima si stabilirono in alcuni luoghi naturali come le grotte costituendo le cosiddette mwdailaure e successivamente iniziarono ad edificare i primi veri e propri luoghi di culto.cite-ref-centro-cultura-e-arte-26-132-0[131]
Essendo quindi soggetta all'mwdawImpero bizantino, nella regione sono presenti numerose testimonianze dell'arte Orientale: esempi sono la mwda0Cattolica di Stilo (edificata attorno ai secoli XI e X), la mwda4chiesa di San Marco e l'mwda8Abbazia di Santa Maria del Patire (Pathirion) a mwdbaRossano, il mwdbeMonastero greco-ortodosso di San Giovanni Theristis a mwdbiBivongi (in cui ancora oggi risiede una comunità monastica ortodossa), il monastero greco-ortodosso dei Santi Elia e Filarete a mwdbmSeminara e la chiesa di Santa Filomena (detta chiesa “del Pozzoleo”) a mwdbqSanta Severina. Un altro esempio è dato dal mwdbuDuomo di Gerace che, edificato dopo la conquista mwdbynormanna della Calabria, costituisce uno degli edifici religiosi più grandi della regionecite-ref-133[132]
Dalla costruzione dell'mwdcgabbazia della Sambucina (situata nei pressi di mwdckLuzzi) avvenuta attorno al 1087, si diffondono in Calabria gli stili romanico e gotico. Esempi sono l'mwdcoabbazia Florense a mwdcsSan Giovanni in Fiore (uno degli edifici religiosi più grandi della regione, fondata dall'Abate e teologo mwdcwGioacchino da Fiore che fu una delle figure più importanti del Medioevocite-ref-134[133]), il mwddeDuomo di Cosenza, la mwddichiesa di Santa Maria della Consolazione ad mwddmAltomonte, la mwddqchiesa di Santa Maria Assunta a mwdduCropani e la mwddyCattedrale di Maria Santissima di Romania a mwddcTropea. Da ricordare è anche la mwddgCertosa di Serra San Bruno.
Dal XVI secolo le chiese calabresi vennero notevolmente arricchite da numerose opere, realizzate da artisti quali mwddoPietro Bernini, mwddsMattia Preti, mwddwAntonello Gagini, mwdd0Giovan Battista Mazzolocite-ref-135[134] e varie maestranze scultoree, fra le quali spiccano quelle di scuola napoletana.cite-ref-centro-cultura-e-arte-26-132-1[131]
Dal XVI secolo (in seguito alla mwde8Controriforma sancita dal mwdfaConcilio di Trento) fino al XVIII secolo si diffonde lo stile mwdfebarocco, presente in tutta la Calabria sotto varie declinazioni di stile. Esempi di chiese in stile barocco sono il mwdfiSantuario di San Francesco di Paola a mwdfmPaola, la mwdfqBasilica dell’Immacolata Concezione a Catanzaro, la mwdfuChiesa di Maria Santissima dei Sette Dolori a mwdfySerra San Bruno, la mwdfcCattedrale di Santa Maria Assunta a mwdfgCrotone e il mwdfkDuomo di Santa Maria Maggiore e San Leoluca a mwdfoVibo Valentia.
La chiesa più grande della Calabria, è invece il maestoso mwdgaDuomo di Reggio Calabria, il cui attuale edificio è frutto della ricostruzione avvenuta in seguito al mwdgeterremoto dello stretto di Messina del 28 dicembre 1908.cite-ref-136[135]
Architetture militari
In Calabria sono presenti vari tipi di architetture militari, tra cui numerosi castelli (anche questa regione subì il processo dell'mwdggincastellamento), fortificazioni e torri di avvistamento costiere.
Tra i castelli spicca mwdg8quello di Corigliano definito come uno "fra i castelli più belli e meglio conservati esistenti nell'Italia meridionale".cite-ref-137[136] Edificato a partire dalla seconda metà del XI secolo su volere del re normanno mwdhqRoberto il Guiscardo, fa parte di una fitta reti di fortificazione voluta dagli stessi Normanni per controllare il territorio; nei secoli venne rimaneggiato internamente per trasformarlo in una ricca residenza nobiliare, ma l'impianto originario è ancora perfettamente distinguibile.cite-ref-138[137]
Degna di nota è la fortezza aragonese di mwdh8Le Castella, situata su un isolotto collegato alla terraferma da un cordone di sabbia.
Altri importanti castelli sono il mwdiecastello normanno-svevo a Cosenza, il mwdiicastello di Carlo V a mwdimCrotone, il castello di mwdiqVibo Valentia, il mwdiucastello Aragonese a mwdiyReggio Calabria, il mwdiccastello di Santa Severina, il mwdigcastello di Pizzo (detto anche castello Murat in virtù del fatto che fu il luogo in cui venne rinchiuso e fucilato mwdikGioacchino Murat), il mwdioCastrum Petrae Roseti sulla costa di mwdisRoseto Capo Spulico (di epoca normanna ma ricostruito dall'Imperatore mwdiwFederico II di Svevia) ed il mwdi0castello Ruffo di Scilla.
Nella regione sono presenti anche numerose torri di avvistamento costiere, tra le quali la mwdi8Torre Talao di mwdjaScalea, la mwdjeTorre Aragonese di mwdjiMelissa e la mwdjmTorre di Sant'Antonio.
Altro
• Complesso di San Giovanni a mwdjcCatanzaro
• Fontana degli Specchi di Villa Caristo di mwdjsStignano;
• mwdj0Fontana della Palma a mwdj4Palmi;
• mwdkaFontana barocca di Girifalco;cite-ref-139[138]
• mwdkyMausoleo di Francesco Cilea a mwdkcPalmi;
• mwdk8Villa Vecchia di mwdlaCosenza
• mwdliVilla comunale di Cittanova;cite-ref-141[140]
• mwdlgVilla comunale Giuseppe Mazzini di mwdlkPalmi.
• Villa comunale di Catanzaro.
Siti archeologici
Magna Calabria
Con la colonizzazione greca avvenuta tra l'VIII e il V secolo a.C., vi fu in Calabria uno sviluppo socioeconomico notevole; fu questo un periodo in cui venne raggiunta la massima ricchezza economica per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella penisola, unitamente allo splendore culturale ed artistico in letteratura, filosofia e arte, spesso superiore alla stessa madrepatria.
Conseguenza di questa realtà ne fu l'appellativo di Magna Grecia (Megàle Hellàs), che volle testimoniare l'orgoglio per aver dato vita lontano dalla Grecia ad una comunità che aveva raggiunto in campo sociale, culturale ed economico, livelli tali da poter essere considerata più grande della stessa madrepatria; tale riferimento infatti si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.
Le genti di civiltà greca approdarono in Calabria nell'ambito di un flusso migratorio motivato dall'interesse per lo sviluppo commerciale e da una sovrappopolazione in madrepatria: così tra il 743 e il 730 a.C., gente originaria della città di Calcide fondò, sullo Stretto tra Calabria e Sicilia, le due città di Rhegion (Reggio) e Zancle (Messina), ponendo sotto il controllo della medesima popolazione la via marittima più importante per i commerci con l'Italia tirrenica. Negli anni successivi, Greci di stirpe achea diedero vita prima a Sybaris (Sibari, 720 a.C.) e poi a Kroton (Crotone, 710 a.C.), spinti dalla necessità di sfuggire carestie e sovrappopolazione. Fra il 710 e il 690 a.C., un gruppo di servi provenienti dalle regioni della Grecia chiamate Locride, fondarono Locri Epizefiri.
Successivamente per nuove ragioni di sovrappopolazione, commerciali e di controllo del territorio, le nuove città fondarono delle subcolonie che allargarono la presenza greca nella regione, quali: Medma (Rosarno), Metauros (Gioia Tauro), Taurianum (Taureana di Palmi), Hipponion (Vibo Valentia), Laos, Skydros, Terina, Skylletion, Kaulon (vicino Monasterace marina).
Le molteplici dominazioni in Calabria hanno fatto sì che la Calabria sia piena di luoghi d'interesse mwdl4archeologico. Questa è una breve lista delle aree archeologiche divise per provincia:
• mwdmemwdmiProvincia di Cosenza:
• Ruderi archeologici d'epoca romana e pre-romana di Piazzetta Antonio Toscano nel centro storico di mwdmuCosenza
• Scavi di mwdmwLaos, nei pressi di mwdm0Santa Maria del Cedro
• mwdnmGrotta del Romito a mwdnqPapasidero: caverna preistorica con incisioni risalenti al paleolitico superiore
• Grotta della Monaca a mwdnySant'Agata di Esaro, caverna e miniera preistorica, uno dei siti minerari preistorici più antichi e meglio conservati d'mwdncEuropa
• mwdnwTemesa, scavi nel territorio di Serra d'Aiello e Campora San Giovanni, luoghi di testimonianza dalla protostoria all'età medievale. Nel comune di Serra d'Aiello si trova il Parco Archeologico di Cozzo Piano Grande, dove è stata rinvenuta un'abitazione d'età brettia. Aperto al pubblico, durante tutto l'anno, l'Antiquarium archeologico comunale.
• mwdn4mwdn8Provincia di Crotone:
• mwdoiKroton, oggi mwdomCrotone: mwdoqMuseo archeologico nazionale di Crotone dove sono conservati lo straordinario Tesoro di Hera con un eccezionale diadema d'oro, due vasi bronzei a forma di Sirena, la stele marmorea di Hera
• mwdoyArea archeologica di Capo Colonna: Tempio di Hera Lacinia, Museo e Parco archeologico
• Scavi del Tempio di Apollo Alaios, a Punta Alice, nei pressi di mwdogCirò Marina.
• mwdoomwdosProvincia di Catanzaro:
• mwdo4mwdo8Scolacium, situato in località mwdpaRoccelletta di Borgia, confinante col quartiere mwdpeLido del comune di mwdpiCatanzaro: Parco archeologico Scolacium
• Parco Archeologico Urbano Giammartino nel comune di mwdpkTiriolo.
• mwdp8mwdqaProvincia di Vibo Valentia:
• mwdqmHipponion, oggi mwdqqVibo Valentia: mura della città greca in più punti, resti di un tempio dorico sul colle del telegrafo, resti di un tempio ionico sull'altura del Cofino, resti di un tempio dorico presso la Cava Cordopatri, resti di abitato romano in via XXV aprile e di un impianto termale nella contigua località Sant'Aloe; Dietro la Chiesa della B.M.V. del Rosario sono stati individuati i resti del teatro greco-romano; palazzo Inam resti di abitazioni romane e Necropoli greca (VII-III sec. a.C.); attuale oratorio Salesiano e Viale Kennedy palazzo Muschella: Necropoli greca (VII-IV sec. a.C.) e fornaci ellenistico-romane; altri rinvenimenti dalla preistoria al tardoantico in tutta la città
• Altri siti nella provincia: resti di un santuario extra-urbano individuato nell'area aeroportuale militare nel comune di Vibo Valentia, tracce di una villa romana in località Trainiti, presso Briatico; Santuario rurale in contrada Passo Murato sul Poro; Altri innumerevoli insediamenti di età protostorica e Classica sono stati localizzati ma sono tuttora da scavare.
• Torre Galli di Drapia: insediamento protostorico abitato fino al VI sec. a.C. Orsi portò alla luce parte della necropoli dell'età del Ferro e Arcaica
• mwdqgTropea: tracce d'insediamento preistorico e protostorico; luogo di culto paleocristiano sotto la cattedrale; piazza duomo: tombe V-VI sec., fase con mura di un insediamento greco (Phroyrion), materiale protostorico; loc. Torre Lunga: luogo di culto e di sepolture paleocristiane; contrada Tondo: necropoli romana; contrada Cuntura tombe dell'età del ferro e del V-IV sec.a.C.
• mwdqoNicotera: insediamenti greci, romani e tardo antichi nelle località: Colle Diale, San Faustina, Comerconi, piano dei Greci, San Francesco, Pugliesa, Sovereto, Casino Mortelletto.
• mwdqwmwdq0Città metropolitana di Reggio Calabria:
• mwdramwdreRhegion oggi mwdriReggio: parco archeologico Griso-LaBoccetta con resti di templi arcaici, mura greche sul mwdrmlungomare Falcomatà, mura greche sulla collina del Trabocchetto, mura greche sulla collina degli angeli, agorà/foro in mwdrqpiazza Italia, varie necropoli ellenistiche tra mwdruSanta Caterina e mwdrySan Giorgio Extra, resti dell'mwdrcOdéon di Reggio in via XXIV maggio, tomba ellenistica di via Tripepi, resti di un Athenaion sotto un bar del lungomare Falcomatà, resti di un grande impianto termale d'epoca romana sul lungomare Falcomatà
• mwdrkmwdroLocri Epizefiri, a sud dell'odierna mwdrsLocri: tempio ionico in contrada Marasà, abitato in Centocamere, tempio di Zeus, Santuario di Persefone in contrada Mannella, necropoli in contrada Lucifero, necropoli in contrada Parapezza, necropoli in Contrada Faraone, Teatro greco in contrada Pirettina
• mwdr0mwdr4Kaulon, nei pressi di mwdr8Monasterace marina: base di un tempio dorico ai piedi del promontorio Cocinto vicino al mare
• Scavi di mwdsuMetauros, presso mwdsyGioia Tauro
• Scavi di mwdsgmwdskTaurianum, presso mwdsoTaureana di Palmi
• Scavi di una villa romana in contrada Palazzi a mwdswCasignana
• Scavi di una villa romana Il Naniglio a mwds4Gioiosa Ionica
• Scavi di un teatro greco a mwdtaMarina di Gioiosa Ionica
• Scavi in contrada Mella ed in contrada Palazzo ad mwdtiOppido Mamertina
• mwdtqParco archeologico ArcheoDeri della vallata del San Pasquale a mwdtuBova Marina.
Aree naturali
La natura montagnosa del territorio e lo scarso tasso di mwdt0antropizzazione di molte zone interne della regione hanno permesso di preservare la maggior parte delle bellezze naturalistiche.
In Calabria sorgono tre parchi nazionali (mwdumParco nazionale del Pollino, mwduqParco nazionale della Sila e mwduuParco nazionale dell'Aspromonte), un parco regionale (mwduyParco naturale regionale delle Serre), un'area marina protetta (mwducArea naturale marina protetta Capo Rizzuto), sedici riserve statali, tre riserve regionali e, nell'ambito della rete mwdugNatura 2000 dell'mwdukUnione europea, 179 mwduoSiti di Importanza Comunitaria e sei mwdusZone di Protezione Speciale.
Sport
Lo sport in Calabria è praticato in molti settori, sia a livello mwdu8agonistico che mwdvaamatoriale, sia per quanto riguarda gli sport più comuni che quelli meno diffusi a livello nazionale.
Principali impianti sportivi
Stadi
Di seguito si riporta l'elenco degli stadi calabresi con più di mwdvk2 000 posti, in ordine decrescente di capienza:
| Pos. | Stadio | Città | Capienza |
|---|---|---|---|
| 1 | Oreste Granillo | Reggio Calabria | 22 868 |
| 2 | San Vito-Gigi Marulla | Cosenza | 20 987 |
| 3 | Ezio Scida | Crotone | 16 108 |
| 4 | Nicola Ceravolo | Catanzaro | 14 650 |
| 5 | Pasquale Stanganelli | Gioia Tauro ( RC ) | 7 000 |
| 6 | Luigi Razza | Vibo Valentia | 6 000 |
| 7 | Marco Lorenzon | Rende ( CS ) | 5 000 |
| 8 | Giuseppe Raffaele Macrì | Locri ( RC ) | 4 500 |
| 9 | Stefano Rizzo | Corigliano-Rossano ( CS ) | 4 500 |
| 10 | Pasquale Castrovillari | Acri ( CS ) | 4 000 |
| 11 | Guido D'Ippolito | Lamezia Terme ( CZ ) | 3 730 |
| 12 | Città di Corigliano | Corigliano-Rossano ( CS ) | 3 500 |
| 13 | Filippo Raciti | Siderno ( RC ) | 3 500 |
| 14 | Sant'Antonio | Isola di Capo Rizzuto ( KR ) | 3 200 |
| 15 | Mimmo Rende | Castrovillari ( CS ) | 2 800 |
Palasport
Di seguito si riporta l'elenco dei palasport calabresi con almeno mwd4u2 000 posti, in ordine decrescente di capienza:
| Pos. | Palasport | Città | Capienza |
|---|---|---|---|
| 1 | PalaCalafiore | Reggio Calabria | 8 450 |
| 2 | PalaMaiata | Vibo Valentia | 5 000 |
| 3 | PalaGallo | Catanzaro | 3 500 |
| 4 | PalaCorigliano | Corigliano-Rossano ( CS ) | 3 023 |
| 5 | PalaGreco | Catanzaro | 3 000 |
| 6 | PalaMilone | Crotone | 3 000 |
| 7 | Palazzetto dello Sport di Acri | Acri ( CS ) | 3 000 |
| 8 | PalaBotteghelle | Reggio Calabria | 2 500 |
| 9 | PalaValentia | Vibo Valentia | 2 500 |
| 10 | PalaPirossigeno | Rende ( CS ) | 2 000 |
Note
Annotazioni
cite-note-8N 1. ↑ Tra gli mwd-malbanesi di Calabria è nota anche la variante non letterale di "Kalavrì -a".
Fonti
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Bibliografia
Valerio Lugani (a cura di), mwfeqMeravigliosa ITALIA, Enciclopedia delle Regioni, CALABRIA, Milano, Edizioni Aristea, 1978
Voci correlate
• mwfegComuni della Calabria
• mwfeoDialetti calabresi
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su regione.calabria.it.
• citerefdizionario-di-storiaCalabria, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Calabria, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Calabria, su Comic Vine, Fandom.